COMUNICATO

04/gen/2014 11:03:32 virtualpress Contatta l'autore

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COMUNICATO


 

L’esperto del think thank sulla legge di stabilità attivato da Formiche Giovani, Terzo Millennio e Orrick fotografa le emergenze delle famiglie e del mondo del lavoro


Pietro Cavallaro: “Il Paese è in grande difficoltà. Non è più tempo di palliativi”


ROMA - “Al via il “processo” al costo del lavoro. Perché il lavoro costa. In Italia come in tutta l’Eurozona. In Italia, da sottolineare, a fronte di salari decisamente più bassi e in tenuta statica.  Il colpo di mannaia sulla busta paga, alla faccia dei lavoratori, lo infliggono imposte e contributi - evidenzia Pietro Cavallaro, componente del think thank sulla Legge di stabilità costituito dalla Fondazione Formiche Giovani, l’Istituto europeo Terzo Millennio e Orrick -. Chi meno ha meno spende. La qualità della vita per gli Italiani  é andata precipitando sempre più verso il basso. Secondo le stime Istat, il potere d’acquisto delle famiglie è caduto del 4,7% nel 2012. Dagli studi di Confcommercio, sempre il 2012, ha registrato la contrazione di spesa più forte dell’ultimo mezzo secolo e il recente aumento dell’Iva (lievitata solo negli ultimi due anni di due punti percentuali) andrà a moltiplicare, sul fronte dei consumi, i segni meno. Non se la passano meglio le imprese che, fagocitate in un gorgo di imposte e debiti, mettono a riposo macchinari, licenziano, falliscono. L’Osservatorio di Cerved Group ha registrato, a settembre 2013, 44 aziende in default al giorno. Una crisi che continua a colpire trasversalmente fasce sociali, settori e territorio. Un circolo vizioso, figlio di una politica viziata, per interrompere il quale, a tutt’oggi, poco ci si é voluti adoperare. Con la definitiva fiducia del Senato si è concluso l’iter parlamentare del ddl di Stabilità. Sono state confermate le detrazioni per i lavoratori dipendenti, rimodulate in misura tale da portare nelle tasche di una platea già ristretta una somma irrisoria e priva del minimo impatto economico. Via libera anche al fondo taglia-cuneo, che prevede egualmente beneficiari imprese e lavoratori autonomi da un lato e lavoratori dipendenti e titolari di reddito da pensione dall’altro. Il fondo si alimenterà, già dal 2014, con  le rimanenti risorse della spending review  e i proventi della lotta all’evasione fiscale. Da tenere presente, però, che il Ministro Saccomanni già aveva prontamente innestato il freno sulla disponibilità delle entrate extra dai tagli alla spesa pubblica ai fini dell’approvvigionamento del fondo. Ancora in via di definizione, del resto, il negoziato Italia-Svizzera per la tassazione dei capitali depositati dai nostri connazionali presso le banche elvetiche. Si è vociferato, inoltre, che le risorse che affluiranno in detto fondo potrebbero dover restare a disposizione per eventuali altre emergenze. Sta di fatto che la riduzione del cuneo fiscale, che avrà, comunque, un cosiderevole costo per le casse dello Stato, dovrebbe risultare di portata ampiamente significativa e operata secondo una precisa strategia, finalizzata alla ripresa dei consumi e al riavvio della produzione. Si dovrà andare a portare ossigeno al portafogli degli Italiani e correre in aiuto delle Pmi, a permettere loro una riaffermazione in competitività. Restiamo in attesa di verificare se gli impegni presi saranno capaci di trovare il dovuto seguito nei fatti. Sempre più forte il rischio che gli Italiani, se inascoltati pure questa volta, possano rifiutarsi di restare a guardare. Non é più il tempo di palliativi, a fronte di una recessione che  ha letteralmente messo in ginocchio l’economia del Paese - conclude Cavallaro -. Se si vuole “processare” il costo del lavoro, che sia certo l’esito: condanna,  con risarcimento di danni patrimoniali e morali”.

 

 

 
 
 
 
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