Il primo cacciatore

17/gen/2014 13.50.39 IP Report Contatta l'autore

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SOVRAMONTE (Belluno) – Lo avevano sepolto in posizione supina, con il capo reclinato a sinistra e le braccia distese lungo i fianchi. Qualche ramo di pino e un po' di ocra rossa sul corpo, come usava in quei tempi remoti. E un corredo che testimonia l'importanza dell'uomo per la sua comunità: un percussore in calcare per scheggiare la selce, un nucleo da sfaldare per produrre strumenti, una grande lama, un coltello a dorso e una bella punta in corno di cervo levigato decorata da una serie di tacche; una masserella a forma e grandezza di palla da tennis costituita da resina, propoli e ocra, il "pronto soccorso" per ferite "professionali". L'uomo era un cacciatore, e il suo riparo e la sua stele funebre, che risalgono a 14mila anni fa, sono i più antichi mai ritrovati. Insomma, a quanto risulta agli occhi della scienza, si tratta del primo cacciatore paleolitico che abbia lasciato una traccia di sé: si pensi che la mummia del Similaun risale a "soli" 4mila anni fa, e quella del Mondeval a 7.500. Non c'è paragone. Peraltro, i resti del "cacciatore di Sovramonte"(Belluno) sono stati scoperti alla fine degli anni Ottanta da un erudito locale, un tecnico biomedicale dell'ospedale di Belluno con una certa passione per l'età della pietra: Aldo Villabruna

 

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