Agricoltura: Agrinsieme, via lo "Spesometro" per le piccole aziende. Produce solo più adempimenti burocratici e nuovi onerosi costi

21/gen/2014 15:10:50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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                                                                                                                                                                                                                     21 gennaio 2014

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

Agricoltura: Agrinsieme, via lo “Spesometro” per le piccole aziende. Produce solo più adempimenti burocratici e nuovi onerosi costi

 

Giudicate positivamente le iniziative avviate in Parlamento affinché il governo elimini l’obbligo (previsto dalla legge di stabilità) di comunicazione all’Amministrazione finanziaria delle operazioni ai fini Iva per i produttori agricoli che non superano i 7 mila euro di vendite l’anno.

            La reintroduzione, avvenuta a dicembre scorso con la legge di stabilità, dell’obbligo di comunicazione all’Amministrazione finanziaria delle operazioni ai fini Iva (il cosiddetto “Spesometro”) per i piccoli produttori agricoli, quelli, cioè, che non superano i 7 mila euro di vendite l’anno, è una misura penalizzante che accresce la burocrazia, aumenta i costi e rischia di mettere in ginocchio le imprese. Per questo motivo Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane del settore agroalimentare, condivide e apprezza le iniziative avviate in Parlamento affinché il governo proceda all’eliminazione di tale oneroso obbligo.

            Da tempo Agrinsieme denuncia che si è in presenza di un ulteriore e gravoso adempimento burocratico che potrà avere effetti devastanti per le piccole aziende agricole, che saranno costrette a registrare tutte le fatture d’acquisto e le autofatture di vendita. Con l’aggravante di inviare in modo telematico l’elenco di tali operazioni. E questo comporterà, inevitabilmente, spese aggiuntive da parte dell’agricoltore, già alle prese con non poche difficoltà di ordine burocratico.

            Ed è proprio la burocrazia che -rimarca Agrinsieme- sta causando problemi non indifferenti all’agricoltura. Basti pensare che un’azienda agricola italiana per assolvere a tutti gli adempimenti burocratici imposti spende, in media, 2 euro ogni ora di lavoro, 20 euro al giorno, 600 euro al mese, 7.200 euro l’anno. Non basta. Occorrono otto giorni al mese per riempire le carte richieste dalla Pubblica amministrazione centrale e locale. In pratica, cento giorni l’anno.

            Certo -rimarca Agrinsieme- non va in questa direzione il provvedimento (già previsto e poi eliminato lo scorso anno dal decreto sviluppo) contenuto nella legge di stabilità. Con l’adempimento previsto si colpiscono piccole realtà aziendali agricole finora esonerate da tutti gli obblighi contabili (fatturazione, registrazione, dichiarazione annuale, liquidazione e versamento dell’imposta).

 

 

 

 

 

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