Camorra, Cia: agroalimentare sempre più preso di mira, nel settore le infiltrazioni della criminalità producono oltre 240 reati al giorno

23/gen/2014 15.17.43 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Camorra: agroalimentare sempre più preso di mira, nel settore le infiltrazioni della criminalità producono oltre 240 reati al giorno

 

La Cia commenta l’operazione delle forze dell’ordine che ha portato al sequestro di 28 bar e ristoranti nella Capitale: la malavita organizzata cerca di incrementare i propri affari illeciti esercitando il controllo in tutta la filiera agroalimentare, dai campi al supermercato. Bisogna fare fronte comune e colpirli negli interessi economici con la confisca dei beni.

 

La piovra della criminalità organizzata allunga sempre di più i tentacoli su tutta la filiera agroalimentare, partendo dall’accaparramento dei terreni agricoli, l’intermediazione dei prodotti, il trasporto e lo stoccaggio fino all’acquisto e all’investimento in bar, ristoranti e centri commerciali. Solo nel settore ormai le infiltrazioni delle mafie producono oltre 240 reati al giorno e, dal campo alla tavola, producono un giro d’affari stimato in 15,5 miliardi di euro. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito all’operazione delle forze dell’ordine che ha portato al sequestro di 28 tra ristoranti, pizzerie e bar a Roma con novanta ordinanze di custodia cautelare.

La criminalità organizzata non si limita a esercitare un controllo sul territorio -spiega la Cia- ma è interessata a fare nuovi guadagni, a far fruttare i patrimoni, conquistando quei comparti “anticrisi” che si stanno dimostrando sempre più determinanti per l’economia nazionale, com’è appunto l’agroalimentare.

Ma gli effetti sono devastanti, perché questa presenza mafiosa “strozza” il mercato, distrugge la concorrenza e instaura un “controllo” basato su paura e coercizione -continua la Cia-. Le organizzazioni criminali, infatti, impongono i prezzi d’acquisto agli agricoltori, controllano la manovalanza degli immigrati con il caporalato, decidono i costi logistici e di transazione economica, utilizzano proprie ditte di trasporto, possiedono società di facchinaggio per il carico e scarico e ora arrivano anche fino alla tavola degli italiani, con l’ingresso nella Gdo e nella ristorazione.

Ecco perché operazioni come questa nella Capitale sono fondamentali: bisogna sgretolare il potere della criminalità organizzata nell’agroalimentare e per questo serve fare “rete” con le istituzioni, la magistratura e con le forze dell’ordine -conclude la Cia- e colpirli nei propri interessi economici, prima di tutto attraverso il sequestro e la confisca dei beni.

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