Maltempo, Cia: nuova ondata non dà tregua all'agricoltura, danni per milioni di euro

10/feb/2014 13.19.19 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: nuova ondata non dà tregua all’agricoltura, danni per milioni di euro

 

La Cia preoccupata per l’allerta meteo della Protezione Civile in tutt’Italia: le campagne sono già allo stremo tra allagamenti dei terreni e danni a fabbricati rurali e residenziali. Solo nel Modenese calcolati 54 milioni di euro di perdite nel settore primario. Ma i bilanci sono gravi per le campagne anche nel Lazio, in Veneto, Toscana e Lombardia.

 

Piove sul bagnato. Mentre nelle campagne colpite dai nubifragi dei giorni scorsi si fanno i primi bilanci dei danni subiti, arriva una nuova ondata di maltempo che rischia di mettere ancora una volta in ginocchio l’agricoltura e migliaia di piccole aziende. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che solo nel Modenese si stimano circa 54 milioni di euro di perdite tra i danni alle produzioni, come i vitigni di Lambrusco Doc e le pere Igp, e quelli ai fabbricati rurali, ai macchinari e alle strutture di produzione.

Non solo: i recenti eventi alluvionali hanno flagellato la Toscana con un migliaio di aziende agricole coinvolte; il Lazio con oltre 1.500 ettari di terreno compromessi e più di 3 milioni di danni; il Veneto con il doppio delle perdite economiche e la zootecnia messa in crisi tra allagamenti di stalle, poderi e magazzini e l’annegamento di moltissimi capi di bestiame -spiega la Cia-. E milioni di danni sono ipotizzabili anche in Liguria, patria del florovivaismo, dove le serre sono finite sott’acqua perdendo gran parte della produzione del periodo, soprattutto margherite e piante aromatiche, e in Lombardia dove i terreni allagati sono diventati poltiglie di fango con rischi enormi per le coltivazioni cerealicole.

Ora torna l’allerta della Protezione Civile dal Veneto fino al Lazio e per il settore primario è di nuovo “allarme rosso” -osserva la Cia-. I terreni già bagnati non riescono ad assorbire altra acqua e gli orticoli invernali in campo aperto, come spinaci e broccoli, “soffocano” e le radici ammuffiscono. In più, l’abbassamento brusco delle temperature fa calare la resa produttiva degli animali da latte fino al 20 per cento e continuano a crescere i costi energetici, con un aggravio del 5-10 per cento della spesa per il riscaldamento di serre e stalle.     

Ecco perché ora bisogna verificare subito le condizioni per avviare le procedure relative alla dichiarazione dello stato di calamità nelle zone già colpite -avverte la Cia- ma allo stesso tempo agire presto sul problema del dissesto del territorio, visto che il rischio idrogeologico in Italia coinvolge il 10 per cento circa della superficie nazionale e riguarda 6.633 comuni. Vuol dire che oggi quasi un cittadino su dieci si trova in aree esposte al pericolo di alluvioni, frane e smottamenti.

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