Assemblea Cia, Politi al premier Renzi: il governo apra subito una nuova stagione anche per l'agricoltura e l'agroalimentare

26/feb/2014 12.13.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
ASSEMBLEA CIA, POLITI AL PREMIER RENZI: IL GOVERNO APRA SUBITO UNA NUOVA STAGIONE ANCHE PER L'AGRICOLTURA E L'AGROALIMENTARE

NELLA SUA RELAZIONE AL CONGRESSO, IL PRESIDENTE DELLA CONFEDERAZIONE HA SOTTOLINEATO L'IMPORTANZA DEL SETTORE PRIMARIO PER GARANTIRE LA RIPRESA DEL PAESE. DOPO 10 ANNI DI NESSUNA STRATEGIA AGRARIA OCCORRE UNA SVOLTA. LE REGOLE DETTATE SOLO DALL'EUROPA. CONFIDIAMO MOLTO NELL'IMPEGNO E NELLE CAPACITA' DEL NEO MINISTRO MARTINA. MENO COSTI E BUROCRAZIE PER LE IMPRESE AGRICOLE. L'IMPORTANTE APPUNTAMENTO DELL'EXPO 2015.

“Al premier Matteo Renzi lanciamo un appello: il governo apra subito una nuova stagione anche per l’agricoltura e l’agroalimentare. La crescita del settore può creare più di centomila nuovi posti di lavoro e contribuire alla ripresa del Paese. Per questo è indispensabile una rinnovata politica agraria nazionale, soprattutto in vista della nuova Pac che sarà operativa dal 2015 e dell’importante appuntamento dell’Expo. Bisogna ridurre i costi e la burocrazia che annientano la competitività delle aziende e le mettono fuori mercato”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che ha aperto oggi a Roma i lavori della VI Assemblea elettiva dell’Organizzazione.
“Occorre -ha aggiunto- una politica orientata alle imprese, nelle loro diverse articolazioni, aggregazioni e rapporti con il mercato. Bisogna perseguire l’obiettivo di collocare il sistema agroalimentare e le sue imprese nelle dinamiche della crescita. Insomma, serve un cambio di marcia. Negli ultimi dieci anni è mancata una vera politica per l’agricoltura. Non c’è stata una strategia mirata. E’ venuto meno un disegno organico che coinvolgesse tutto il sistema agricolo-alimentare. Si è pensato unicamente al contingente, a superare quella o quell’altra emergenza. Mai si è capito che era tempo di ridisegnare uno scenario nuovo per il settore”.
“Abbiamo vissuto -ha detto Politi- dieci anni di crisi e l’assenza di una strategia organica da parte di governi, Parlamento e Regioni (la Pac è stata, in tutti questi anni, la politica agricola nazionale sia come indirizzi sia come risorse) ha avuto effetti gravi sull’agricoltura e sulle imprese agricole. Valgono pochi, ma significativi dati: dal 2004 la produzione agricola aumenta del 3 per cento, ma solo per effetto dell’andamento dei prezzi, perché in volume, la produzione perde quasi l’11 per cento. Il reddito agricolo per addetto è calato in Italia del 13 per cento, mentre nella media europea aumenta del 16,3 per cento.
“Vogliamo -ha rimarcato il presidente della Cia- un’agricoltura forte e imprese competitive capaci di produrre reddito per gli agricoltori e ricchezza per la nazione: ciò non è possibile senza un progetto e una rinnovata e credibile politica agraria. Non possiamo affrontare le sfide solo basandoci su misure parziali capaci, nella migliore delle ipotesi, di aiutarci a fronteggiare ricorrenti emergenze. Le sfide si vincono se vi saranno decisioni rapide, coraggiose e innovative coerenti con un disegno capace di guidare e rilanciare la nostra economia riconoscendo il contributo del settore agricolo”.
“Alle forze politiche e soprattutto al nuovo governo diciamo fin da adesso che le strategie economiche e sociali devono puntare anche sul settore primario e far sì che esso sia messo nelle opportune condizioni per crescere in maniera equilibrata e uscire da quella crisi strisciante che ormai lo attanaglia da alcuni anni. Confidiamo molto nell’impegno e nelle capacità del neo-ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina con il quale in questi mesi abbiamo lavorato bene e con primi importanti risultati”.
“Riteniamo indispensabile che governo e Parlamento mettano al centro della propria agenda il tema delle relazioni di filiera e dell’organizzazione economica degli agricoltori. L’Italia -ha detto ancora Politi- ha bisogno di filiere agricole e agroalimentari più competitive, più organizzate, con una maggiore capacità contrattuale degli agricoltori. Occorre un vero momento di discontinuità della politica agraria italiana che riconosca nell’organizzazione delle filiere e nell’economia contrattuale gli assi d’azione più importanti e innovativi”.
“Abbiamo alle spalle un periodo pieno di difficoltà e di problemi, di emergenze e di trasformazioni che hanno fatto sentire i loro pesanti effetti sulle imprese. Abbiamo di fronte un periodo nel quale predominano le incertezze e che è sempre più segnato da crescenti pressioni concorrenziali. Da qui l’esigenza -ha concluso il presidente della Cia- di cambiare e in maniera radicale. Riaccendiamo i riflettori sull’agricoltura e l’agroalimentare per segnare finalmente la svolta”.




blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl