Pensioni: A febbraio il rimborso di solidarietà per quelle d’oro!

19/mar/2014 14.52.54 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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In Informazioni  

Pensioni: A febbraio il rimborso di solidarietà per quelle d’oro!

27 gennaio 2014 - 11:29 - pubblicato da raidenscrive

Articolo tratto da: http://www.pensioniblog.it/2014/01/27/pensioni-a-febbraio-il-rimborso-di-solidarieta-per-quelle-doro/

 

L’Inps attraverso il messaggio n.1284/2014 ha comunicato che con la pensione del mese di febbraio verrà restituito il contributo di solidarietà ossia la parte dei soldi trattenuti dal 2011 sulle pensioni d’oro, cioè quelle superiori a 90 mila euro annui a titolo di contributo di perequazione.

 

Ricordiamo che tale restituzione è stata resa obbligatoria dopo la sentenza dalla Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il prelievo introdotto nel 2011, pari:

 

    al 5% per la parte di pensione superiore a 90 mila euro lordi annui e fino a 150 mila euro,

    oltre i 150 mila e fino a 200 mila il prelievo era del 10% e

    infine del 15% oltre i 200 mila euro.

 

Modalità

Con la pensione di febbraio 2014 saranno restituiti gli importi trattenuti nel periodo agosto-dicembre del 2011.

Per quanto concerne le pensioni delle gestioni private, la restituzione avverrà sulla rata di pensione in pagamento il prossimo 1° febbraio.

Per quelle delle gestioni pubbliche, ex Inpdap, il rimborso avverrà con la rata di febbraio 2014, in pagamento il 16 febbraio.

Nuovo Contributo di Solidarietà

E giacché siamo in tema di contributo di solidarietà dobbiamo ricordare che con la legge di Stabilità 2014 (n.147/2013) è stato previsto per il triennio 2014-2016 un “nuovo” contributo che ammonta al

 

    6% per gli importi superiori a 6.936,02 euro e fino a 9.908,60 euro;

    12% per la parte compresa tra 9.908,60 e 14.862,90 euro;

    18% sulla quota oltre i 14.862,90 euro.

 

Secondo le statistiche elaborate dall’Inps poco più di 37mila pensionati subiranno il taglio del contributo di solidarietà e per la prima volta saranno inclusi anche i vitalizi dei parlamentari, ivi compresi gli eletti nei consigli regionali e provinciali con 90 mila euro lordi annui. Le risorse ottenute serviranno ad alimentare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per progetti di ricerca e innovazione nonché per il fondo di garanzia per la prima casa.


Italia, 2014 

Pensioni e spending review

Ci sono in Italia le pensioni d’oro, quelle di altri metalli preziosi, assegni e stipendi illecitamente gonfiati da certe caste, rendite finanziarie derivanti da attività illecite o quantomeno sospette, gli onorari per chi occupa decine di poltrone, i compensi tanto stratosferici quanto immeritati dei top manager, e poi ancora tanti allegri vitalizi, le baby pensioni, le pensioni doppie, triple o quelle percepite da chi è ancora in servizio, le pensioni ai mafiosi, …

... poi ci sono le pensioni “versate”, quelle da reddito di lavoro dipendente, guadagnate in modo pulito e trasparente, comprese nella fascia medio-bassa di euro 1500/3500 netti (circa 2300/6000 lordi), dignitose ma non d’oro, eppure sempre più considerate aggredibili da un po’ tutti i Governi e finanche da alcuni Sindacati, e queste pensioni, bloccate qualche anno fa nella loro legittima ancorchè esigua rivalutazione annua (adeguamento ISTAT al costo della vita), restano a tutt’oggi “ferme, congelate e dimenticate” rispetto all’inflazione.

Questi redditi da pensione, pur essendo frutto di perlomeno 35 anni di lavoro e contributi versati, sono destinati a ridursi sempre di più sia rispetto alle altre categorie sia rispetto appunto al costo della vita. Non basta, la perenne necessità dell’apparato statale di racimolare quattrini, non dove si deve (con qualche difficoltà) ma dove si può (con tanta facilità), sta di nuovo inducendo certi personaggi incaricati di occuparsi dei tagli di spesa a rivolgere lo sguardo verso le pensioni; quali? Non le minime ne le sociali che vanno tutelate, non le alte ed altissime che sono sempre e comunque al riparo, ma quelle di fascia medio bassa o meglio poco più che minima.

Chiedo al Governo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai Sindacati se e quando l’impoverimento di queste pensioni si arresterà ed esse torneranno ad essere agganciate al costo della vita, mettendo così fine ad un provvedimento ingiusto e forse anticostituzionale.

Chiedo a queste istituzioni di cancellare questo sopruso ristabilendo un amministrativamente corretto status quo ante, revocando una scelta scellerata che sta soffocando tanti pensionati e famiglie.

La mia mozione è intrisa di amarezza e rabbia, non soltanto per la vicenda in se ma perché la si vive in un’epoca caratterizzata da diffusa corruzione, false invalidità, vere evasioni fiscali, sperperi della pubblica amministrazione, in poche parole l’illegalità assurta a sistema.

Al di la poi del fatto che l’auspicato sblocco delle pensioni è cosa moralmente onesta e costituzionale, sussistono altre considerazioni; detto sblocco andrebbe a vantaggio dell’economia generale e costituirebbe un segnale serio e concreto, specialmente per i giovani, di uno Stato e di un’organizzazione previdenziale in cui si può ancora o nuovamente credere.

Certo, mi rendo conto che, a fronte delle ragioni qui esposte, i “manovratori” alla guida del Paese obietteranno: la situazione dei conti pubblici e dell’economia italiana è in emergenza e perciò bisogna rispondere con misure di emergenza. È vero, ma si può ribattere che i quattrini possono sicuramente essere trovati attivando serie manovre di reale e ampia spending review anzi il primo taglio io lo farei proprio alla pluricitata e abusata espressione: chiamiamola rivisitazione del risparmio piuttosto che della spesa! Chissà che non ci aiuti a scoprire dove e come risparmiare.
Mentre scrivo però altre domande si accavallano nella mia mente; una per tutte: a questo nostro Paese ed alla sua gente rimane una qualche speranza? Io, per quello che può contare la mia opinione, credo proprio di si ma ritengo pure che occorra far presto, molto presto.

Buona pensione a tutti      

Virgilio Conti   

 

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