Commercio, ia: nel primo bimestre vendite alimentari a -0,7%. Prezzo fattore decisivo negli acquisti per il 58% degli italiani

29/apr/2014 12.31.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: nel primo bimestre vendite alimentari a -0,7%. Prezzo fattore decisivo negli acquisti per 58% italiani

 

La Cia commenta i dati diffusi dall’Istat: la stragrande maggioranza delle famiglie cerca di risparmiare in tutti i modi, partendo dalla ricerca costante di offerte speciali e promozioni. La marca perde di importanza, mentre cresce la spesa a basso costo con i discount a +2,9% tra gennaio e febbraio.

           

            Per ora l’anno nuovo non inverte la dinamica negativa delle vendite alimentari, che nel primo bimestre del 2014 registrano un calo dello 0,7 per cento (-1 per cento solo a febbraio). Significa che le famiglie continuano con la “spending review” sulla tavola, comprando solo l’essenziale in un caso su due e facendo incetta di sconti e promozioni. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat sul commercio al dettaglio.

Oggi il 77 per cento degli italiani fa economia e al supermercato cerca di risparmiare in tutti i modi: tra gennaio e febbraio sono praticamente raddoppiati gli acquisti di cibo e bevande in offerta speciale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso -sottolinea la Cia-. Il prezzo diventa il fattore più importante nella scelta dell’esercizio commerciale per il 58 per cento dei consumatori, mettendo in secondo piano fattori come la vastità della scelta o la qualità, mentre solo il 23 per cento delle persone considera la marca decisiva per l’acquisto.

 Tutte abitudini di spesa che si riflettono sull’andamento delle vendite alimentari nelle varie tipologie distributive: nei primi due mesi dell’anno continuano a correre solo le cattedrali della spesa “low-cost”, i discount, che segnano un incremento degli scontrini del 2,9 per cento. Supermercati e ipermercati perdono rispettivamente lo 0,7 per cento e lo 0,1 per cento tra gennaio e febbraio, e ancora peggio va ai piccoli negozi di quartiere che lasciano per strada il 2,6 per cento.

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