comunicato stampa

16/mag/2014 13.39.57 ufficio stampa casentino Contatta l'autore

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UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO

 

 

 

IL COMUNE DI BIBBIENA NON CANTI VITTORIA

Nulla decide il TAR in merito alla legittimità di Bibbiena di uscire dal Centro Tangram. L’ordinanza rinvia solo la decisone vista la delicatezza della materia che merita ulteriori approfondimenti e non può essere oggetto di strumentalizzazione elettorale

 

 

La scorsa settimana, con una sentenza depositata il 7 maggio 2014, il TAR della Toscana ha condannato definitivamente il Comune di Bibbiena a pagare all'Unione dei Comuni Montani del Casentino la somma di oltre 78 mila euro quale corrispettivo per i servizi sociali erogati in favore dei cittadini disabili  frequentanti i Centri Diurni.

Questa condanna sancisce la legittimità delle richieste dell’Unione, richieste non connotate da “arroganza”.

Oggi, con un’ordinanza, il TAR non accoglie la domanda di sospensione relativa alla delibera con la quale il comune di Bibbiena cerca di impedire la frequenza dei centri diurni ai propri cittadini. In sintesi, conferma solamente ciò che non è mai stato messo in discussione dell’Unione dei Comuni e cioè la possibilità di aprire un nuovo Centro nel territorio comunale di Bibbiena. Mentre, sulla decisione di Bibbiena di uscire dalla gestione associata dei Centri Diurni per disabili, il TAR, non solo non decide in questa ordinanza, ma rinvia per affrontare ed approfondire tale importante e delicata questione in sede di sentenza che avverrà nei prossimi mesi.

Il TAR in questa occasione non si è pronunciato neanche nel merito del fondamentale diritto di scelta dei cittadini su quale servizio avvalersi, un diritto riconosciuto dalla legge della Regione Toscana e dalle leggi nazionali.

La decisione del TAR di rinviare la pronuncia su queste delicate questioni è stata possibile in quanto, ad oggi, i cittadini di Bibbiena continuano a frequentare il Centro Tangram di Rassina e quindi ad essere assistiti, un diritto garantito dall’Unione dei Comuni.

L’Unione, in merito a tale rinvio, sta valutando la possibilità di presentare ricorso al Consiglio di Stato in quanto, pur non essendo sussistente il rischio di interruzione del servizio di assistenza, permane il rischio di grave danno economico che un ritardo di tale decisione potrebbe causare all’Unione dei Comuni e a tutti i comuni, che nell’ottica della gestione solidaristica hanno e continuano a garantire un servizio di qualità e di sostegno a tutti i cittadini del Casentino, senza guardare i confini territoriali e amministrativi. Entrambe le ordinanze sono consultabili sul sito dell’Unione dei Comuni.

 

Ufficio stampa Unione dei Comuni Montani del Casentino

 

 

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