Tavolo nitrati: ora una nuova strategia per liberare l'agricoltura dai vincoli ingiustificati

29/mag/2014 16:51:08 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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N. 197                                                                                                                       29 maggio 2014

 

Tavolo nitrati: ora una nuova strategia per liberare l’agricoltura dai vincoli ingiustificati

 

La Cia in merito al tavolo di confronto con ministero e regioni: bene l’impegno di arrivare al decreto entro il 30 giugno, avanti sul tavolo di revisione delle aree vulnerabili. Occorre più flessibilità sul divieto di spandimento “a calendario” nei mesi invernali.

 

            C’è bisogno di una nuova strategia sull’applicazione della direttiva nitrati, che permetta finalmente di raggiungere i necessari standard ambientali senza porre limiti ingiustificati alla competitività delle aziende agricole e zootecniche in particolare, che hanno già subito pesanti ripercussioni sul fronte dei costi e della produzione. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, alla luce di quanto emerso dal tavolo di confronto tra ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, regioni e organizzazioni agricole.

            Nel dettaglio, la Cia esprime soddisfazione per l’impegno preso dai ministri di pubblicare, entro il 30 giugno, un decreto che ponga un punto fermo sia sul fronte dell’aggiornamento della normativa sui nitrati che sull’equiparazione del digestato ai fertilizzanti minerali. Si tratta di un importante passo in avanti, dopo un lungo periodo di stallo, di cui va dato atto al pragmatismo dei due ministri.

            Dal nuovo testo del decreto sull’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento -spiega la Cia- ci aspettiamo, oltre a norme chiare sull’utilizzo del digestato, anche interventi per affrontare con più flessibilità un altro punto critico evidenziato nel corso dell’incontro: vale a dire l’eccessiva rigidità del divieto di spandimento “a calendario” dei reflui zootecnici nei mesi invernali; un limite che potrebbe essere superato facendo riferimento a specifici bollettini agrometereologici.

            Di grande interesse, scientifico ma anche applicativo, appare poi lo studio in corso di svolgimento da parte dell’Ispra, con la collaborazione delle Regioni, che ha l’obiettivo di risalire alle fonti di emissione responsabili della presenza di nitrati nelle acque. Dai risultati di tale studio, dai quali appare già molto ridimensionata la responsabilità della zootecnia nel problema nitrati -conclude la Cia- auspichiamo un rapido processo di revisione delle zone vulnerabili, portato avanti in maniera concordata con le istituzioni comunitarie, al fine di migliorare la strategia di contrasto a questo fenomeno.

 

 

 

 

 

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