Alimentare: bene operazione Nas su passata di pomodoro irregolare. Sicurezza cibi e tracciabilità fondamentali per garantire consumatori e produttori

26/giu/2014 11:50:11 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: bene l’operazione dei Nas su passata di pomodoro irregolare. Sicurezza cibi e tracciabilità fondamentali per garantire consumatori e produttori

 

La Cia commenta l’operazione dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Cosenza che ha portato al sequestro di oltre 300 mila confezioni di passata di pomodoro con gravi carenze igienico-sanitarie e non etichettate. Bisogna rendere sempre più rigorosi i controlli e severe le norme.

 

Ai carabinieri dei Nas rinnoviamo il nostro plauso per questa ulteriore operazione, che tutela la salute pubblica e individua i responsabili di gravi irregolarità che minano la salute pubblica. Un alimento, conservato in scarse condizioni d’igiene e senza una chiara “carta d’identità” che lo accompagni, non deve entrare nel ciclo commerciale. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito all’intervento del Nucleo antisofisticazioni di Cosenza che, a Cassano allo Jonio, ha apposto i sigilli a uno stabilimento di produzione e confezionamento di conserve vegetali sequestrando circa 300mila confezioni di passata di pomodoro.

All’Italia, purtroppo, spetta il primato in Ue per le segnalazioni di cibi “irregolari”. Ci troviamo a fronteggiare una vera invasione di prodotti truffaldini che, grazie all’incessante opera delle forze dell’ordine, quasi sempre vengono intercettati e sequestrati. Però a volte finiscono sui banchi di vendita e, quindi, sulle tavole delle famiglie -osserva la Cia- anche a causa di una crisi persistente che spinge i consumatori ad acquistare prodotti super low-cost di dubbia provenienza.

Per questo bisogna rendere sempre più rigorosi i controlli, severe le norme e salate le sanzioni per chi sofistica e inquina gli alimenti. D’altra parte -spiega la Cia- le frodi a tavola minano la credibilità dell’intero settore agroalimentare “made in Italy”, conquistata grazie al lavoro di chi, come la stragrande maggioranza dei produttori italiani, opera nella qualità e nel rispetto delle stringenti normative in materia di tracciabilità degli alimenti.

In più -ricorda la Cia- il fenomeno è molto sentito dagli italiani. Basti pensare che la garanzia di sicurezza alimentare resta il criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci. 

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