Contraffazione, Cia e Csa (Centro studi Grande Milano) siglano accordo per strategia comune contro i falsi nell'agroalimentare

04/ago/2014 11.42.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Contraffazione: siglato accordo per una strategia comune contro i falsi nell’agroalimentare

 

Cia e Csa firmano un protocollo di collaborazione per fronteggiare il fenomeno di frodi e tarocchi, che in Italia “scippano” oltre un miliardo di euro l’anno al settore e ai produttori onesti che operano nella qualità.

 

            La Cia-Confederazione italiana agricoltori e il Csa-Centro studi anticontraffazione (dipartimento del Centro Studi Grande Milano) hanno siglato un protocollo di collaborazione teso all’individuazione di strumenti e misure per contrastare il dilagante fenomeno del falso “made in Italy”, anche nel settore agroalimentare.

            L’accordo, firmato a Roma nella sede nazionale della Cia da Dino Scanavino e dall’avvocato Daniela Mainini, rispettivamente presidenti della Confederazione degli agricoltori e del Centro studi anticontraffazione, prevede, in particolare, azioni comuni come analisi, incontri, seminari e progetti finalizzati alla diffusione della cultura della legalità, sia in ambito nazionale che in ambito europeo e internazionale.

            Il comune lavoro e i relativi studi sulla materia diverranno delle proposte di legge, che le organizzazioni sottoporranno alle istituzioni preposte. In più, la Cia e il Csa promuoveranno specifici piani di comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agricole e alimentari di qualità nazionali e per la distintività del “made in Italy”.

            “Il nostro protocollo d’intesa -spiegano Cia e Csa- nasce dall’esigenza non più rinviabile di fermare un fenomeno in continua ascesa che in Italia ruba al mercato regolare circa 6,5 miliardi di euro l’anno, di cui oltre 1 miliardo di euro solo al settore agroalimentare. Tra l’altro, questa odiosa pratica prevede l’immissione alla vendita di prodotti che potrebbero non avere alcuna garanzia a livello di sicurezza alimentare”.

            Quindi, “oltre ai rischi per la salute, il falso reca un danno economico e d’immagine inaccettabile -continuano Cia e Csa- tanto più che a finire più spesso nel mirino dei contraffattori sono proprio i prodotti di qualità regolamentata, le Dop e le Igp, il biologico: cioè quelli che dovrebbero offrire un’assoluta garanzia di sicurezza alimentare, che è il criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci”.

            Sul tema della contraffazione, concludono Cia e Csa, “vogliamo aggregare le sensibilità di tutte quelle associazioni di categoria, del mondo imprenditoriale, dei gruppi di lavoro d’informazione e delle istituzioni che abbiano un approccio etico sull’argomento”.

 

 

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