Pensioni, dall’oro all’orrore

29/ago/2014 15:45:29 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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 Pensioni, dall’oro all’orrore 

 

Tutti sanno che le pensioni d’oro, da 90mila euro lordi mensili o giù di lì, a quattro zeri per intenderci, non tutte frutto dei sacrosanti versamenti, non si possono proprio abbassare: lo ha stabilito la Corte Costituzionale sospendendo e rimborsando la “supertassa”.

E tutti sanno che invece sulle pensioni da 3mila euro lordi mensili o giù di lì, a tre zeri per capirci, nessun dubbio se si possono abbassare; queste pensioni, da anni oggetto, da parte dello Stato, di continui ritocchi, al ribasso, si capisce, senza, si badi bene, alcuna censura da parte della Consulta che, come ricordato, ha però giudicato incostituzionali gli analoghi prelievi sulle pensioni straricche.

 

E così, per legge (sic!), lo Stato italiano toglie le mani dalle pensioni d’oro ma seguita a metterle su quelle medio-basse e con tutti i regolari versamenti di trenta o quarant’anni; pensioni allora che a furia di tasse, prelievi e mancate rivalutazioni diventano sempre più povere e degne dell’appellativo di pensioni d’orrore. 

     

Pensioni e vitalizi d’oro, immorali se non legittimamente guadagnati, fanno il paio con tutti gli sperperi, gli sprechi, gli intrallazzi, le ruberie e le altre porcate che rovinano e offendono l’Italia.

Pensioni dell’orrore, dicevamo, stanno diventando quelle pensioni, legittime, maturate con i contributi di anni di lavoro; non si tratta di sussidi o regalie sociali ma di redditi, ieri versati ed oggi riscossi, che vengono tassati e tartassati anche bloccandone, contra legem, la rivalutazione annuale.

 

Altro che altri tagli all’orizzonte! A quando il reintegro dell’adeguamento ISTAT ed il rimborso degli arretrati?

Virgilio Conti

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