Alimenti, Cia: bene Ue su "no" a etichetta a semaforo. Con il bollino rosso a rischio un terzo del nostro export in Gran Bretagna

01/ott/2014 15.51.05 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimenti: bene Ue su “no” a etichetta a semaforo. Con il bollino rosso a rischio un terzo del nostro export in Gran Bretagna

 

La Cia soddisfatta per l’annuncio della Commissione europea sull’avvio della procedura d’infrazione, per presunta violazione del principio di libera circolazione delle merci e distorsione del mercato interno. Lo schema di etichettatura nutrizionale a semaforo è semplicistico e fuorviante: non esistono cibi “buoni” o “cattivi”, ma solo regimi alimentari corretti e non. Così si confonde ancora di più il consumatore e si penalizzano molti prodotti Dop e Igp.

 

Finalmente la Commissione Ue ha dato il via alla procedura d’infrazione nei confronti della Gran Bretagna per l’etichetta a semaforo. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che “da subito l’organizzazione è stata fortemente contraria a questo schema, che non solo è semplicistico e fuorviante, ma mette a rischio circa un terzo dei prodotti ‘made in Italy’ esportati oltre Manica, per un valore di quasi 800 milioni di euro”.

L’etichetta in questione -ricorda la Cia- classifica gli alimenti con il verde, il giallo o il rosso in base al contenuto di sale, zucchero, grassi e grassi saturi presente in 100 grammi di prodotto. Ma “schedare” cibi e bevande in questo modo è pericoloso, perché si offre al consumatore soltanto un’informazione parziale ed erronea che non tiene più conto della dieta complessiva.

Lo schema a semaforo, cioè, fornisce un giudizio semplicistico e distorto sul singolo alimento -evidenzia la Cia- cancellando l’assunto universalmente riconosciuto dal mondo scientifico che non esistono cibi “buoni” e “cattivi”, ma piuttosto regimi alimentari corretti o meno a seconda del modo in cui gli alimenti vengono integrati tra loro quotidianamente.

            Senza contare che l’utilizzo di questo tipo di etichetta minaccia seriamente il nostro export agroalimentare in Gran Bretagna, pari a oltre 2,5 miliardi di euro l’anno -osserva la Cia-. Il latte ad esempio, a causa del suo tenore in grassi, avrebbe il semaforo rosso, così come l’olio d’oliva, i formaggi, i salumi, la frutta secca e tutti i grandi prodotti Dop e Igp quali ad esempio Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, San Daniele.

 

 

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