Pil, Cia: dalla caduta non si salva neppure l'agricoltura. Deflazione in campagna, pesano maltempo e consumi fermi

15/ott/2014 13.14.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: dalla caduta non si salva neppure l’agricoltura. Deflazione anche in campagna, pesano maltempo e consumi fermi

 

La Cia commenta i dati diffusi dall’Istat: il settore subisce il crollo dei prezzi praticati sui campi, mentre paga gli effetti del clima, sempre più segnato da eventi “estremi”, e il calo del potere d’acquisto delle famiglie che si riflette sugli acquisti alimentari. Serve uno scatto in avanti dal governo, con misure strutturali a sostegno dei redditi degli italiani e investimenti che rispondano ai bisogni reali delle imprese agricole.     

 

            Dal calo del Pil nel secondo trimestre non si salva alcun settore produttivo. Anche l’agricoltura, che nei primi tre mesi dell’anno era stato l’unico comparto a crescere con un incremento del 2,2 per cento del valore aggiunto, ora diminuisce dello 0,6 per cento in termini tendenziali. Purtroppo la situazione di stagnazione del Paese, con i consumi fermi e il potere d’acquisto delle famiglie giù dell’1,5 per cento tra aprile e giugno, assieme al maltempo e al crollo dei prezzi praticati sui campi, hanno bloccato la risalita del settore. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati diffusi dall’Istat.

Il quadro dei consumi delle famiglie è completamente negativo, anche per quanto riguarda gli alimentari, complice la flessione del reddito disponibile dell’1,1 per cento annuo nel secondo trimestre -evidenzia la Cia-. Gli acquisti di cibo e bevande sono crollati dell’1 per cento da inizio 2014, toccando il -4,8 per cento per prodotti primari come il latte, e oggi un italiano su due continua a comprare solo l’essenziale.

Ma a mettere ancora più in crisi le aziende del settore primario è stato l’andamento climatico sfavorevole e sempre più segnato da eventi estremi -continua la Cia- che non solo hanno provocato danni alle produzioni ma hanno stravolto il calendario agricolo in mesi decisivi. A questo si aggiunge il ‘nodo’ dei prezzi all’origine, assolutamente non remunerativi, che soffocano la dinamicità delle imprese. Ormai la deflazione non è più solo sulla tavola, ma anche in campagna, con un calo drammatico del 6,6 per cento delle quotazioni agricole a settembre (ultimo dato Ismea disponibile) e riduzioni nette soprattutto per i listini di vino (-16,1 per cento) e frutta (-16,9 per cento).

E nonostante tutto questo, l’agricoltura continua a mostrarsi più vitale di altri settori e a garantire lavoro, per esempio, con un incremento degli assunti del 5,6 per cento nel secondo trimestre dell’anno. E’ chiaro, però, ora le cose devono cambiare -osserva la Cia-. Il governo deve accelerare sui provvedimenti a sostegno dei redditi delle famiglie, non fermandosi al bonus Irpef di 80 euro, ma deve anche sostenere con investimenti “ad hoc” l’agricoltura e gli agricoltori italiani, che vanno avanti nonostante un contesto carico di ostacoli.

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