TTIP: incontro Cia, Cgil e Flai per delineare proposte condivise sul negoziato

11/dic/2014 12.47.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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                                                                                                                                                                                           11 novembre 2014

 

 

 

TTIP: incontro Cia, Cgil e Flai per delineare proposte condivise sul negoziato

 

Le organizzazioni sollecitano la convocazione di un “Tavolo permanente” aperto a tutti i soggetti interessati per monitorare l’equilibrio delle trattative in corso tra Ue e Usa. Preoccupa il peso delle grandi lobby finanziarie e multinazionali.

 

            Si sono incontrate a Roma le delegazioni di Cia, Cgil e Flai per uno scambio di valutazioni sui negoziati commerciali dell'Italia e dell'Unione europea, con particolare attenzione al TTIP tra Ue e Stati Uniti.

            Nel corso dell'incontro sono emerse una serie di valutazioni comuni.

            Pur nella rilevanza del rapporto e dell'interscambio transatlantico, che già oggi costituisce l'area commerciale più rilevante del mondo, l'Italia e l'Europa -secondo le organizzazioni- non dovrebbero subordinare a esso gli sforzi per un vero rilancio del negoziato multilaterale, in sede Omc, né sottovalutare la rilevanza strategica del partenariato con i paesi e la regione del Mediterraneo dove, soprattutto per il settore agricolo, una giusta valorizzazione delle produzioni di qualità dell'area del Maghreb e del Nord-Africa consentirebbe di evitare una pressione al ribasso sulla qualità della produzione, del processo produttivo e delle condizioni di lavoro per l'agricoltura italiana, quella del Mezzogiorno in particolare.

            E’ positiva -hanno rilevato Cia, Cgil e Flai- la decisione di de-secretare il mandato negoziale del TTIP e le impegnative dichiarazioni del commissario Malstrom su una maggiore trasparenza dei negoziati possono costituire un vero passo avanti in termini di democrazia e partecipazione solo se le parti sociali, le organizzazioni produttive, i sindacati, le organizzazioni dei consumatori avranno realmente modo di essere tempestivamente ed esaustivamente informate e di poter influenzare, con le loro posizioni, l'andamento del negoziato, superando l'attuale situazione che vede un peso eccessivo delle grandi lobby finanziarie e multinazionali.

            In questo contesto, prendendo atto delle recenti dichiarazioni del vice ministro Calenda, Cia e Cgil sollecitano la convocazione del Tavolo aperto a tutti i soggetti interessati, a partire da associazioni di impresa e sindacati, rendendolo stabile con incontri precedenti e successivi ad ogni round negoziale.

            Tutti gli accordi commerciali -e a maggior ragione quelli di così grande ampiezza e ambizione- hanno ricadute produttive e occupazionali non omogenee per settori, paesi e territori. E' tanto più necessario predisporre -in stretta relazione con le parti sociali- studi di impatto sulla quantità e qualità delle produzioni e dell'occupazione, in modo da orientare le necessarie politiche di accompagnamento alla massimizzazione dei vantaggi e alla mitigazione delle perdite.

            Il negoziato TTIP ha al suo centro le cosiddette “barriere non tariffarie”, cioè norme, regolamenti, procedure che definiscono, tra l'altro, salubrità, igiene, sicurezza, qualità dei prodotti agricoli e alimentari.

            Prendiamo atto delle rassicurazioni più volte espresse dal Governo sull'esclusione di modifiche normative che consentano l'accesso al mercato europeo di prodotti Ogm o altri prodotti che subiscono, negli Usa, trattamenti non consentiti dalle normative europee. Tuttavia, queste rassicurazioni rischiano di essere annullate dall'obiettivo -dichiarato dai negoziatori- di “armonizzare” le rispettive normative o stabilire comunque un’“equivalenza”, consentendo così l'accesso al mercato europeo di prodotti conformi alle sole norme Usa e viceversa, al mercato Usa dei prodotti che seguono solo la normativa Ue. Per il settore agricolo, un esito di questo tipo avrebbe conseguenze nefaste, creando gravi pericoli per i consumatori e immettendo sul mercato europeo prodotti insalubri che eserciterebbero una pesante pressione al ribasso sulla nostra filiera di qualità, intesa come prodotto, ciclo di produzione, lavoro dignitoso, comprensivo cioè delle Convenzioni ILO e delle norme e pratiche del dialogo sociale e della contrattazione.

            Il Governo italiano ha ribadito la centralità, per il nostro paese, della tutela delle “indicazioni geografiche”. Confidiamo che tale impegno sia coerentemente portato fino in fondo nel corso del negoziato. L'assenza di risultati su questo terreno renderebbe un eventuale accordo scarsamente significativo per il settore agricolo italiano, azzerandone possibili vantaggi e mantenendone solo gli aspetti più rischiosi.

            Su questi e altri temi Cia, Cgil e Flai intendono continuare il confronto e l'approfondimento reciproco e -nella reciproca autonomia- favorire il confronto con altre organizzazioni di impresa e sindacali.

 

 

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