Caporalato, la Cia promuove il calendario contro l'illegalità sui campi: "Lavoro valore base da difendere"

26/gen/2016 18.31.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Caporalato, la Cia promuove il calendario contro l’illegalità sui campi: “Lavoro valore base da difendere”

 

A Roma all’Auditorium “Giuseppe Avolio” la presentazione degli scatti realizzati da Tiziana Luxardo per denunciare l’odioso fenomeno che affligge le campagne italiane. Il presidente nazionale Dino Scanavino: “Abbiamo voluto questo calendario, in collaborazione con il Codacons, per testimoniare come la quasi totalità degli agricoltori opera nella trasparenza. D’altro canto, la Cia è pronta a fare la propria parte affinché siano significativamente ridotti i reati nel settore. Accanto alla necessaria azione repressiva, servono però meccanismi premiali e di sostegno nei confronti delle aziende sane, che sono la maggioranza”. Se n’è discusso con Boeri, Sacconi, Onelli, Fiorio e Mantegazza.

 

Il rifiuto del lavoro nero e del caporalato sono due principi cardine che guidano la nostra azione sindacale. Perché è chiaro che le eccellenze agricole nazionali devono essere legate non solo alla qualità, ma anche alla dignità del lavoro e della vita delle persone coinvolte. E invece in Italia oggi c’è ancora chi muore sui campi: i numeri più recenti sul fenomeno del caporalato parlano di circa 100 mila “nuovi schiavi”, che si alternano tra i filari di vite o nella raccolta dei pomodori e della frutta. Una situazione inaccettabile che necessita da un lato di un’azione repressiva forte e mirata verso chi sfrutta i lavoratori e, dall’altro, di azioni positive e di sostegno alla maggioranza delle aziende agricole “sane” che lottano con costi burocratici e produttivi insopportabili. E’ questo l’appello lanciato dalla Cia-Agricoltori Italiani che, oggi a Roma all’Auditorium “Giuseppe Avolio”, ha presentato il calendario 2016 “Siamo uomini o caporali…” promosso con il Codacons per tenere accesi i riflettori su una tematica grave e complessa che ora è al centro di un disegno di legge del governo, il cui iter di discussione deve però ancora avviarsi.

Le immagini del calendario, commissionate al sapiente e raffinato obiettivo della fotografa Tiziana Luxardo, hanno la finalità di scuotere le coscienze e attivare le istituzioni verso una risoluzione del problema attraverso il varo di misure efficaci. Dodici scatti crudi e  provocatori con cui la Confederazione sta promuovendo tra gli associati l’adesione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”, lo strumento individuato dall’esecutivo per “censire” le aziende agricole virtuose. Ma anche la base per una tavola rotonda “ad hoc” sul fenomeno con il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, il presidente dell’Inps Tito Boeri, il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, il segretario generale del ministero del Lavoro Paolo Onelli, il vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera Massimo Fiorio e il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza.

            “Abbiamo fortemente voluto questo calendario, un progetto nato in collaborazione con il Codacons, proprio per testimoniare come la quasi totalità degli agricoltori opera nella trasparenza, nella piena legalità -ha detto Scanavino- svolgendo un ruolo produttivo, sociale ed educativo centrale per il sistema Paese nel suo complesso. D’altra parte, siamo anche qui per dimostrare che la rappresentanza degli agricoltori non intende nascondersi dietro un dito, ma è pronta a fare responsabilmente la propria parte affinché siano significativamente ridotti i reati nel settore. Il tema del lavoro nero, dello sfruttamento nelle campagne, è assai complicato e va affrontato su diversi livelli di competenze. Il rischio che vogliamo scongiurare -ha spiegato il presidente della Cia- è quello che si attivino norme che, invece di risolvere i problemi, si traducono in controlli asfissianti e inopportuni sulle aziende regolari creando un clima da caccia alle streghe”.

            “I provvedimenti -secondo Scanavino- dovranno pertanto essere capaci di colpire il caporalato in tutte le sue forme, analizzando in profondità il fenomeno che è magmatico, sfuggente, spesso si compone di aziende senza terra, dove la figura del caporale non è facilmente identificabile poiché si nasconde dietro una rete di soggetti intermediari che operano sia come soggetti fittiziamente proprietari di terreni e titolari di imprese oppure come soggetti che gestiscono illegalmente il mercato del lavoro. Né si può pensare di combattere il caporalato -ha continuato il presidente della Cia- a colpi di burocrazia e di metodi presuntivi di accertamento perché si andrebbe a insistere sulle aziende ‘sane’, lasciando indisturbato chi opera nell’ombra dell’illegalità”.

            Per Scanavino, cioè, l’azione repressiva non è sufficiente da sola a contrastare il fenomeno: “Ci vogliono contestualmente azioni premiali e di sostegno verso le imprese agricole regolari, che sono la maggioranza, quale la recente operatività della Rete del lavoro agricolo di qualità o, più in generale, gli incentivi alle assunzioni e la semplificazione amministrativa”. Poi ci sarebbe bisogno di “un reale cambiamento dell’attuale sistema di vigilanza sul lavoro con la riforma dei servizi ispettivi nell’ottica di una maggiore efficienza e razionalità” e ovviamente “un’azione congiunta di associazioni d’impresa, sindacati e Pubblica amministrazione, soprattutto a livello locale, per inserirsi e gestire in modo legale, semplice e trasparente il mercato del lavoro agricolo, con particolare attenzione alle assunzioni effettuate per le campagne di raccolta o durante le emergenze produttive”.

            Come Cia “siamo a disposizione -ha concluso il presidente nazionale della Cia- e iniziamo il 2016 con un'opera di sensibilizzazione che, attraverso questo calendario, vuole essere forte, diffusa e di preparazione per tutte le cose da fare. Tra cui, prioritariamente, restituire all’agricoltura un’immagine pulita, facendo emergere la straordinaria bellezza in essa contenuta”.

 

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