Ulivi per la pace abbelliscono Montesanto

Ulivi per la pace abbelliscono Montesanto.

Persone Giuseppe De Girolamo, Carmine Sgambati, Luigi De Magistris, Paolo II, Michele Madonna, Gesù, Salvatore, Francesco, San Giovanni
Luoghi Montesanto, Napoli
Argomenti cristianesimo, religione

07/feb/2016 22.26.26 Miss Italia 71a edizione Contatta l'autore

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Posizionati 15 ulivi affiancati da eleganti contenitori in legno per i rifiuti di carte ed altro materiale che diversamente veniva buttato in strada

Nei primi giorni di quest’anno abbiamo espresso, attraverso un articolo relativo al Presepe vivente realizzato con la comunità parrocchiale, e non solo, del quartiere Montesanto nel centro storico di Napoli, da Don Michele Madonna parroco della “Chiesa di Santa Maria di Montesanto”, gli apprezzamenti per l’opera che questo sacerdote da tre anni, con documentati successi, svolge per, come lui afferma, affrontare e colmare quella sete che la gente ha di Dio. In quell’articolo annunciando la conquista di moralizzazione di numerose persone, che attraverso l’innamoramento di Dio di questa pedina della Chiesa Cattolica Cristiana, che sempre più lo fa innamorare della gente e che stando loro vicino con un parlare convincente trasmessogli dall’Alto è riuscito ad avvicinare a Dio un gran numero di persone, facendo cambiare la vita a coloro che facevano parte della malavita, e che adesso sono partecipi ed attivi nell’opera che questa parrocchia svolge per la comunità cattolica intera. Annunciammo anche che fra i progetti di Don Michele Madonna c’era quello di piantare in piazza Montesanto, antistante la bellissima e storica Chiesa che la rende una bellezza partenopea da visitare, alcuni alberi di ulivo per darle un volto nuovo ed un aspetto di vita diversa. Siamo tornati in questo luogo, invitati da Don Madonna, per l’inaugurazione della realizzazione di questo progetto con 15 ulivi affiancati da eleganti contenitori in legno per i rifiuti di carte ed altro materiale che diversamente veniva buttato in strada, che come lui definisce sempre, è riuscito ad attuare non per la sua persona, ma come tramite di una forza divina che vuole il bene dell’umanità e che attraverso lui riesce ad avvicinare la gente, ed afferma: “quel popolo che ha sete, non sete di cibo e di acqua, ma sete di Dio e quando si ha Dio le persone diventano più felici, è come se anche la parte umana diventasse più splendente”. In questo particolare sabato di febbraio 2016 Don Michele Madonna ci ha detto: “Io penso che il primo romantico del mondo non è l’essere umano ma è stato Dio, che nella notte dei tempi ha preso una manciata di stelle e le ha buttate nel cielo creando il firmamento, il mondo, l’universo, ognuno di noi, e noi siamo il segno di questa opera, di questo architetto che ci ha voluti, ci ha desiderati. Se ci guardiamo attorno gli scienziati non scoprono il caos delle leggi che stanno attorno a noi, ma scoprono un ordine, qualcuno che ha creato, perché Dio è bellezza e da questo amore che Lui ci ha dato è bello fare belle tutte le cose, come afferma anche Papa Francesco. Quindi questa iniziativa degli ulivi è nata perché, come sottolineo amo Dio, e l’amore che sento che Dio ha dato a me, in quanto mi sento da Lui salvato perché veramente mi ha salvato la vita rigenerandomi dalla morte, questo amore lo voglio trasmettere anche ad altri e quindi prendendoci, tutti insieme cura del quartiere, degli altri, degli ammalati, dei poveri e sottolineo questo è per me un riflesso di quello che è la vita interiore. Perché questo non si può fare senza una vita interiore, perché se si fa senza una vita interiore diventa propaganda, diventa politica ed io non sono un politico che deve avanzare nella politica, sono un sacerdote e rimarrò qui e mi interessa far sorridere la gente e che questa possa dire c’è qualcuno che fa qualcosa per noi e poi da questo, loro stessi possano imparare, prendere esempio e prendersi cura l’uno dell’altro”. Padre Madonna, ci ha appena soggiunto che è stato salvato da Dio, vuole cortesemente parlarci di questo salvataggio? Certamente risponde il parroco: “Ero da giovane, uno come tanti altri, amante delle discoteche tanto da averne creato una mia, dove ero anche D. J. , organizzavo feste che ai miei tempi, ho 41 anni, si chiamavano Mak P e non festini come oggi, viaggiavo tantissimo, ero fidanzato e mi piaceva vivere la vita anche perché economicamente potevo permettermelo. Ricordo però che non ero pienamente felice, ero come i giovani di oggi che hanno tutto ma si sentono insoddisfatti, sentivo dentro di me che mancava qualcosa di grande, la felicità. Mi viene in mente quello che San Giovanni Paolo II diceva ai giovani: - Quando cercate la felicità, in realtà state cercando Dio, ma non lo sapete – proprio come me che non lo sapevo e cercavo Dio nelle donne, nelle cose, nei vestiti, poi ad un certo punto ricordo che una notte sono stato in crisi, mi sentivo insoddisfatto, avevo tutto umanamente, ma non ero felice e cominciai a pregare per la prima volta, le preghiere semplici, l’Ave Maria, ed un giorno il mio amico Salvatore, insistette per portarmi in Chiesa ed è stato il mio salvatore. Pensavo di non essere portato per la Chiesa perché non andavo a Messa la domenica, ma sapevo però che i miei genitori pregavano sempre per me e questo mi ha salvato. Quando poi in Chiesa, attraverso un cammino parrocchiale, ho conosciuto Dio, un essere vivo, che mi interpella ed interagisce con me, è cambiata la mia vita ed ho sentito un amore che non ho mai sentito nemmeno dalle donne che avevo, un amore che mi ha pienamente soddisfatto e mi ha spinto nel tempo a donare la vita per gli altri, così come Gesù ha dato la vita per me”. Padre Michele tornando all’argomento del giorno continua le sue affermazioni: “Questa piazza, prima si diceva per strada, Montesanto dove è stata uccisa tale persona, dove è stata ammazzata altra persona, mentre invece ora dicono dove è stato fatto il presepe vivente, e da oggi, dove stanno gli ulivi. E’ bello questo, perché l’ulivo nella Bibbia è il simbolo della pace, ma è anche il segno di quell’albero dal quale si produce l’olio che è il segno di consacrazione, Cristo significa unto, l’unto di Dio e quindi speriamo che da questi alberi possa veramente sgorgare la pace innanzitutto”. Un’ultima domanda relativa a prossime conquiste umane con l’opera di Don Madonna ottiene da questi la risposta: ”Poiché non ci sono spazi per i giovani, mi piacerebbe trovarlo e realizzare un campetto per il gioco del calcio, in quanto io faccio l’oratorio con tanti bambini, circa 200, ma in una struttura chiusa, mentre sarebbe bello avere uno spazio aperto dove giocare al calcio, fare danza, organizzare una sagra e stare anche solo insieme alla luce del sole, perché nei vicoli non sempre arriva questa luce. Ho anche indicato questo spazio che ho individuato, ma occorrono ora le autorizzazioni che tardano sempre a venire. Voglio sottolineare che non sono io a fare quello che abbiamo realizzato e che spero realizzeremo, perché veramente attorno a me ci sono tante persone anziane, giovani e bambini che mi aiutano, e tante cose non potrei certamente farle se non ci fosse la loro attiva collaborazione, mi amano e mi vogliono bene e sono venuti tutti in piazza per la benedizione degli ulivi con striscioni e cartelli con su scritto - Dio si prende cura di noi – e cosa per me importante che non abbiano scritto padre Michele, ma Dio, perché voglio che loro si innamorino di Dio, anche se è normale il passaggio attraverso la mia persona, perché vorrei che un domani potesse restare in questa gente la volontà e l’impegno di continuare quest’opera appena  intrapresa”. Alla inaugurazione ed al saluto e ringraziamento espresso al microfono da Don Michele Madonna ad un pubblico che letteralmente gremiva la piazza e i tanti spazi limitrofi, è seguito il saluto del sindaco Luigi De Magistris espresso dal consigliere inviato Carmine Sgambati, a cui ha fatto seguito la benedizione degli alberi e di tutti i presenti all’evento, con una successiva degustazione di tanti dolci offerti, a tutti i presenti, da ragazze e ragazzi che si sono adoperati nel servizio.

 

Giuseppe De Girolamo 

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