Le Trame delle Dee
Le dee: donne immigrate portatrici di
simboli di non violenza. Le trame: l’intreccio di fili su un telaio ma
allo stesso tempo intreccio di relazioni. La Casa della Conoscenza ospita
una mostra di manufatti e artigianato artistico di donne maghrebine e del
Medio Oriente. Inaugurazione sabato 1 settembre con la distribuzione del
pane della pace, dolci orientali e the alla menta.
Dall’1 al 9 settembre, la Casa della
Conoscenza – Spazio Espositivo La Virgola di Casalecchio di Reno (via
Porrettana, 360) ospita “Le trame delle Dee”, mostra di manufatti
di donne del Maghreb e del Medio Oriente. Saranno esposti ricami, tappeti,
ceramiche e gioielli prodotti a mano secondo antiche tecniche non ancora
contaminate.
I ricami e i tappeti esposti sono prodotti
da donne marocchine di origine araba e berbera e da donne irachene immigrate
a Bologna. I cestini e le terre cotte sono tunisini, i cuscini a punto
croce sono palestinesi prodotti a Betlemme, mentre i gioielli berberi arrivano
direttamente da Tznit (Marocco) cittadina a 70 km da Agadir, famosa per
la sua produzione di gioielli e tappeti. Lavorati in argento riproducono
simboli arcaici della grande dea e sono tipici regali di nozze per la sposa.
La mostra, che inaugura sabato
1 settembre alle 18 con distribuzione del pane della pace, dolci orientali
e the alla menta, resterà aperta tutti i giorni (domenica compresa)
dalle 16.30 alle 19.00.
Numerosi, inoltre, gli appuntamenti
in programma: venerdì 7 settembre, alle 17, incontro con le donne
di Annassim e dialoghi sul tema “Cultura della non violenza come retaggio
della Dea” attraverso dimostrazioni pratiche di tessitura con telaio
a mano; sabato 8 e domenica 9, sempre a partire dalle 17, Laboratorio
di ceramica aperto a tutti ” l’albero degli alfabeti“, con Fatiha
Morchid, ceramista originaria di Casablanca, che ci guiderà alla produzione
di lettere dell’alfabeto arabo in ceramica e altri materiali naturali.
I manufatti in esposizione, tappeti e tutti
i prodotti dell’antica arte della tessitura, decorazioni con l’henné
e gioielli indossati dalle donne, parlano un linguaggio ancestrale. Un
linguaggio fatto di simboli e grafismi per noi molto difficile decifrare,
segni elaborati migliaia di anni fa, quando le popolazioni mediterranee
adoravano la Dea Madre o la Madre Terra, e tramandati di madre in figlia,
di tessitrice in tessitrice, di cerimonia in cerimonia senza perdere in
densità e profondità. In essi si riconoscono simboli legati ai concetti
di fecondità (della terra come della donna) e di buon auspicio: la
spiga, l’acqua del fiume, l’albero, la madre partoriente, la stella di
Venere (Isthar in berbero). Elementi di un immaginario arcaico che le stesse
tessitrici che li riproducono, ricombinandoli all’infinito nei tappeti,
non riconoscono ormai più, ma anche simboli di un universo magico-superstizioso
che ancora sopravvive nelle campagne, come l’occhio e la mano in difesa
del malocchio o la stilizzazione dello scorpione e del serpente in funzione
esorcizzante del pericolo.
La mostra è organizzata dall’Associazione
"La bottega della creta" in collaborazione con “Annassim. Donne
native e migranti delle due sponde del Mediterraneo” e “Sopra i ponti”.
Per informazioni tel. 347 318 5823.
In allegato il comunicato stampa in
versione stampabile. Immagini e fotografie sono disponibili sul sito www.casalecchiodelleculture.it
in Sala Stampa. Saluti
Mattia Grillini
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
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