c.s. Neorealismo, una bellissima ossessione

A cura dello storico del cinema Gaspare de Caro, si comincia con "Quattro passi fra le nuvole", di Alessandro Blasetti (1942).

04/dic/2007 12.49.00 Casalecchio delle Culture Contatta l'autore

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Neorealismo, una bellissima ossessione


Al via giovedì 6 dicembre una rassegna dedicata al cinema del Neorealismo. A cura dello storico del cinema Gaspare de Caro, si comincia con “Quattro passi fra le nuvole”, di Alessandro Blasetti (1942). Alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno.

La tradizionale rassegna cinematografica del giovedì sera alla Casa della Conoscenza (via Porrettana 360, Casalecchio di Reno) sarà dedicata, nei mesi di dicembre e gennaio, al Neorealismo.

Si comincia giovedì 6 dicembre, alle 21, con “Quattro passi fra le nuvole”, di Alessandro Blasetti (1942) la storia di un commesso viaggiatore, sposato,  che accetta di fingersi marito di una ragazza incinta che ha paura di tornare dai suoi, gente di campagna e all'antica. Il trucco viene scoperto, ma lui riesce a far perdonare la ragazza-madre.

Il percorso è curato da Gaspare De Caro, storico del cinema, e prevede momenti di visione collettiva al giovedì sera e visioni individuali di film messi a disposizione dalla Biblioteca “Cesare Pavese” per chi vorrà avere una panoramica complessiva di questa fase del cinema italiano. A conclusione del ciclo è previsto un incontro di discussione con il curatore della rassegna per evidenziare le tappe del Neorealismo e il ruolo delle figure di registi come Blasetti, Rossellini, De Sica e Visconti. Inoltre saranno disponibili per la visione anche gli altri film riguardanti l’esperienza del Neorealismo italiano, quali Roma città aperta, Paisà, Germania anno zero diretti da Rossellini, Sciuscià, Umberto D. diretti da De Sica e Terra trema diretto da Visconti.

“Ad un censimento storico ed estetico rigoroso – ha commentato Gaspare De Caro, curatore della rassegna-  l’esperienza del neorealismo cinematografico italiano risulta esaurita in soli sette film, in un percorso di soli sette anni, dal 1945 di Roma città aperta al 1952 di Umberto D. Sette grandi opere, nel complesso un episodio breve, ma comunque il più significativo dell’arte e della cultura italiana del secolo XX. Una definizione del neorealismo rimane comunque problematica perché la sua poetica fu diversamente declinata dalle intenzioni e sensibilità reciprocamente irriducibili dei protagonisti, Rossellini, De Sica e Visconti. Tuttavia essi muovevano dall’esigenza comune di fare del cinema uno strumento di lettura critica della realtà italiana, in forte polemica contro le tradizioni elusive del cinema e in generale della cultura italiana contemporanea. Questa rassegna si propone pertanto di studiare le circostanze storiche in cui una tale esigenza si definisce.”

Per informazioni Tel. 051.590650.


 Calendario degli appuntamenti

Giovedì 6 dicembre
21.00: Casa della Conoscenza
Quattro passi fra le nuvole, di A. Blasetti, IT,  1942, 95’

Commesso viaggiatore, sposato, accetta di fingersi marito di una ragazza incinta che ha paura di tornare dai suoi, gente di campagna e all'antica. Il trucco viene scoperto, ma lui riesce a far perdonare la ragazza-madre. Sceneggiato da De Benedetti, Zavattini e Amato, è garbato e incisivo nella 1ª parte, un po' convenzionale e dolciastro nella 2ª. Fu considerato – con Ossessione e I bambini ci guardano – uno dei film che anticiparono il neorealismo postbellico.

Giovedì 13 dicembre
21.00: Casa della Conoscenza
I bambini ci guardano, di V. De Sica, IT, 1943, 80’

Dal romanzo Pricò (1924) di Cesare Giulio Viola: un bambino di sette anni vive con i suoi occhi lucidi e disperati la triste storia dei dissapori coniugali dei suoi genitori. 5° film di De Sica e il primo in cui fa i conti non soltanto col “sociale”, ma con la sostanza umana. Sarebbe un banale fotoromanzo se non fosse per lo sguardo di Pricò (e per la cinepresa di De Sica che lo guida, affamata di realtà) che toglie la maschera a una pace e a un ordine soltanto apparenti.


Giovedì 20 dicembre
21.00: Casa della Conoscenza
Ossessione, di L. Visconti, IT, 1943, 112’

Dal romanzo Il postino suona sempre due volte (1934) di James Cain: malmaritata a un uomo più vecchio di lei, una donna induce un giovane vagabondo di cui è diventata l'amante a uccidere il consorte in un incidente automobilistico truccato. Qualcosa di più di un film: una bandiera, un manifesto, un simbolo. Memorabile esordio di Visconti, aprì la strada al neorealismo postbellico, agganciò il cinema italiano alla cultura europea della crisi, fu la scoperta di un'Italia amara, fatta con violento pessimismo, tramite il filtro del romanzo nordamericano e del realismo francese di J. Renoir. Nonostante difetti, eccessi, compiacimenti estetizzanti, un ammirevole esempio di fusione tra realismo e decadentismo. Il romanzo di Cain fu filmato dal francese P. Chenal (1939) e dagli americani T. Garnett (1946) e B. Rafelson (1981).


Giovedì 10 gennaio
21.00: Casa della Conoscenza
Paisà, di R. Rossellini, IT, 1946, 121’


Sei episodi della seconda guerra mondiale in Italia, seguendo l'avanzata degli Alleati anglo-americani dallo sbarco in Sicilia sino alla lotta partigiana sul delta del Po, passando per Napoli, Roma, Firenze e un convento dell'Emilia. Uno dei vertici del neorealismo italiano che porta a un grado di incandescenza espressiva e di autenticità tragica la materia della cronaca. È un potente affresco collettivo che ha le sue punte alte nell'episodio fiorentino e soprattutto in quello finale. Girato con attori non professionisti. Alla sceneggiatura contribuì F. Fellini. Tre Nastri d'argento (musiche di Renzo Rossellini, film e regia).


Giovedì 17 gennaio
21.00: Casa della Conoscenza
Ladri di biciclette, di V. De Sica, IT, 1948, 92’

Derubato della bicicletta, indispensabile per il lavoro appena trovato, disoccupato, va col figlioletto alla ricerca del ladro attraverso la Roma del dopoguerra, incontrando solidarietà, indifferenza, aperta ostilità. Tratto dal romanzo omonimo di Elio Bartolini (1945), la cui sceneggiatura risulta firmata anche da O. Biancoli, S. Cecchi D'Amico, A. Franci, G.Gherardi, G. Guerrieri, è – con Umberto D (1952) – il risultato più alto del sodalizio De Sica - Zavattini e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con Roma, città aperta (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. Oscar speciale 1949, 6 Nastri d'argento e altri premi (Locarno, New York, Londra, Knokke - Le-Zonte, Bruxelles ecc.). La parte di L.Maggiorani era stata offerta a Cary Grant. Sergio Leone giovane compare vestito da seminarista.


Giovedì 24 gennaio
21.00: Casa della Conoscenza
Bellissima, di L. Visconti, IT, 1951, 109’

Il regista Alessandro Blasetti cerca una bambina per un suo film. Per fare in modo che la figlioletta sia scelta, un'infermiera proletaria fa tutti i sacrifici possibili finché si rende conto che non ne vale la pena. Impietosamente satirico sul mondo del cinema come “fabbrica dei sogni”, ma anche critico sui metodi del neorealismo, oggi appare soprattutto come un ritratto di donna, la Maddalena Cecconi di una splendida, veemente Magnani. La sua scena sul fiume con Chiari è da antologia. Partito da un soggetto di C. Zavattini, Visconti racconta la realtà popolare piena di contraddizioni con occhi sempre lucidi, talvolta impietosi senza sentimentalismi e idealizzazioni. Nella colonna musicale “L'elisir d'amore” di Donizetti.


Giovedì 31 gennaio
21.00: Casa della Conoscenza
Incontro conclusivo col Professor De Caro, curatore della rassegna, per analizzare le tematiche viste nei film in rassegna.



In allegato il comunicato in formato stampabile.
Saluti,

Mattia Grillini
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
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