Olio d’oliva: l’estensione nell’Ue dell’obbligo dell’indicazione d’origine conferma la validità scelta già operata in Italia

04/giu/2008 16.00.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Olio d’oliva: l’estensione nell’Ue dell’obbligo dell’indicazione
d’origine conferma la validità della scelta già operata in Italia
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime parole diapprezzamento per la posizione espressa dal commissario europeoall’Agricoltura Mariann Fischer Boel. Così si dà trasparenza al percorsodal campo alla tavola e si tutelano sia i consumatori che i produttori.
 
“Una posizione chiara che conferma la validità della scelta operatadall’Italia” .Così il presidente nazionale della Cia-Confederazioneitaliana agricoltori Giuseppe Politi commenta la decisione delCommissario europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel di volerestendere a livello comunitario l'obbligo di etichettatura di originedell'olio extravergine d'oliva.
“L’indicazione d’origine sull’etichettatura dell’olio d’oliva, giàprevisto nel nostro Paese, è un elemento fondamentale -rimarca ilpresidente della Cia- per dare trasparenza e per tutelare e valorizzareil prodotto dalle contraffazioni e dall’assalto dell’agropirateria.Rappresenta la risposta ferma alle esigenze dei consumatori che chiedonochiarezza e qualità. Per questa ragione accogliamo con soddisfazione lapresa di posizione del commissario Ue. Insomma, una misura tesa avalorizzare il lavoro di tutti quei produttori che puntano da anni allaqualità”.
“Il provvedimento adottato a livello nazionale, per il quale la Cia si èsempre battuta con estrema decisione, è importante, in quanto attraversoesso si impedisce -aggiunge Politi- di ingannare i consumatori vendendocome italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattuttoda olive provenienti da altri paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Unfenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settoreolivicolo un danno superiore ai 600 milioni di euro”.
“Dopo le parole della Fischer Boel, la misura già adottata in Italia nonè, quindi, in contrasto con il regime della concorrenza. D’altronde,senza un’etichetta chiara e trasparente e soprattutto in mancanzadell’indicazione di origine, per l’olio d’oliva ‘made in Italy’, oltre aldanno economico rilevante, significa avere -rileva Politi- la Cia-pesanti ripercussioni anche per l’immagine del nostro prodotto suimercati mondiali”.
“Nostro auspicio -conclude il presidente della Cia- è che l’indicazioned’origine in etichetta divenga al più presto una realtà in tuttal’Europa. Così si può dare trasparenza dal campo alla tavola e realigaranzie ai consumatori, sulla stregua di quanto avvenuto nel nostroPaese, certamente positivo precursore in materia di tracciabilità”.
 
 
 
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