Inflazione: sui campi si “tagliano” i s’arresta. Subito il “doppio prezzo”

Così il presidentedella Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta lacrescita record dell'inflazione a maggio confermata oggi dall'Istat.

13/giu/2008 13.20.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: sui campi si “tagliano” i listini, ma al consumo la corsa
ai rincari non s’arresta. Subito il “doppio prezzo” e accordi di filiera
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea che da alcuni mesile quotazioni all’origine dei prodotti agricoli stanno segnando unatendenza al ribasso. L’intesa firmata con la Confesercenti costituisceuna strada da seguire per contrastare aumenti ingiustificati.
 
“Siamo in presenza di una situazione preoccupante”. Così il presidentedella Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta lacrescita record dell’inflazione a maggio confermata oggi dall’Istat.Un’impennata cui ha contribuito in maniera decisa la corsa al rialzo deiprezzi al dettaglio dei prodotti alimentari.
“Rincari (come per il pane, la pasta, il latte e l’ortofrutta) che-avverte Politi- appaiono ingiustificati, visto che da alcuni mesi siregistra una flessione dei prezzi alla produzione dei principali prodottiagricoli. Solo in maggio il calo è stato del 3,2 per cento rispetto adaprile, come sottolineato dalla stessa ultima indagine dell’Ismea”.
In particolare, i cali congiunturali più significativi -come si ricavadai dati dell’Ismea- sono stati rilevati per la frutta e gli ortaggi, chesu base mensile hanno segnato contrazioni del 7,8 per cento e del 6,8 percento. Consistente anche la riduzione dei prezzi dei cereali, in calo del5,6 per cento rispetto ad aprile. Per il frumento duro, soprattutto, ladiminuzione è risultata del 13,9 per cento, mentre i prezzi allaproduzione del frumento tenero hanno segnato una riduzione del 9,5 percento. Anche per il granoturco si rileva una contrazione dell'1,4 percento, che è apparsa ancora più marcata per l'orzo (meno 6,1 per cento).Per i vini il calo è stato dell'1,5 per cento, contro il meno 2,3 percento degli oli di oliva. In calo dello 0,6 per cento anche lecoltivazioni industriali.
 Analogamente -segnala la Cia- per i prodotti del compartolattiero-caseario sono emerse ad aprile diffuse riduzioni di prezzo (meno4,7 per cento il burro). Nel complesso la diminuzione è stata dello 0,4per cento.
“Di fronte ai dati di maggio, appare sempre più necessario -evidenzia ilpresidente della Cia- apportare un sostanziale riequilibrio al mercato,riducendo la forbice, sempre più elevata, tra i prezzi dal campo allatavola. E la proposta sul doppio prezzo (origine e consumo) potrebberappresentare un deterrente per evitare rincari ingiustificati chealimentano soltanto l’inflazione e causano pesanti ripercussioni per laspesa degli italiani, con inevitabili calo nei consumi”.
“Per contenere la corsa dei prezzi, soprattutto sul fronteagroalimentare, c’è l’esigenza -conclude Politi- di superare le attualiinefficienze della filiera, rendendo più stretti e realmente proficui irapporti tra i vari soggetti, anche attraverso accordi come quellofirmato tra la Cia e la Confesercenti che rappresenta una strada daseguire. Bisogna operare per dare massima trasparenza ai processi diformazione dei prezzi dei prodotti alimentari”.
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