19/06/2008 16:33 Confederazione italiana agricoltori
Gasolio alle stelle: ormai ha superato anche il prezzo del latte
Per le imprese agricole una “bolletta energetica” da 300 milioni di euro
Alla seconda Conferenza economica della Cia a Lecce messo in evidenza il pesante riflesso del caro-petrolio sull’attività degli agricoltori. S’impennano i costi produttivi, ma i prezzi all’origine continuano a registrare evidenti flessioni.
La corsa senza sosta del prezzo del petrolio ha messo a segno un altro poco confortante record. Un litro di gasolio alla pompa costa ormai più di un litro di latte al dettaglio, genere di prima necessità consumato soprattutto da bambini e da anziani. Per non parlare poi del latte alla stalla, il cui prezzo al litro è poco meno di un quarto di quello del gasolio. La denuncia è venuta dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante i lavori della seconda Conferenza economica di Lecce.
I prezzi sui campi -è stato sottolineato- continuano a segnare consistenti diminuzioni, mentre il “caro-petrolio” sta avendo effetti devastanti non solo per gli automobilisti, ma anche per gli agricoltori. Basti pensare che l’impennata dei carburanti, in particolare del gasolio, che ha ormai raggiunto livelli vertiginosi, si è trasformata nei primi cinque mesi dell’anno, per le imprese agricole, in una “bolletta” di circa 300 milioni di euro. Un costo che rispetto alla fine del dicembre scorso è cresciuto di quasi il 30 per cento.
Le imprese che più hanno risentito dei rincari energetici -sostiene
Quindi, come per la pesca e per l’autotrasporto, anche per l’agricoltura -sottolinea
Nel dettaglio, si nota che nella “voce” prodotti petroliferi, nello scorso mese di aprile, le aziende agricole -rimarca
Completamente diverso il discorso dei listini dei prezzi all’origine in agricoltura, che proseguono il loro trend al ribasso. I cali congiunturali più significativi sono stati rilevati per la frutta e gli ortaggi che a maggio, su base mensile, hanno segnato contrazioni del 7,8 per cento e del 6,8 per cento. Consistente anche la riduzione dei prezzi dei cereali, in calo del 5,6 per cento rispetto ad aprile.
Per il frumento duro, soprattutto, la diminuzione è risultata del 13,9 per cento, mentre i prezzi alla produzione del frumento tenero hanno segnato una riduzione del 9,5 per cento.
Anche per il granoturco si rileva una contrazione dell'1,4 per cento, che è apparsa ancora più marcata per l'orzo (meno 6,1 per cento). Per i vini il calo è stato dell'1,5 per cento, contro il meno 2,3 per cento degli oli di oliva. In calo dello 0,6 per cento anche le coltivazioni industriali.
Analogamente -segnala