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re il riconoscimento Unesco?re il ricre il riconoscimento Unesco "Dieta mediterranea": impegno per favorire il riconoscimento Unesco La Conferenza sull'agricoltura rappresenta uno snodo decisivo La Cia accoglie con favore e appoggia la "mozione bipartisan" che sarà presentata dal vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo De Castro.

20/giu/2008 15.20.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“Dieta mediterranea”: impegno per favorire il riconoscimento Unesco

La Conferenza sull’agricoltura rappresenta uno snodo decisivo

 

La Cia accoglie con favore e appoggia la “mozione bipartisan” che sarà presentata dal vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo De Castro.

 

Il riconoscimento di patrimonio culturale dell’umanità da parte dell’Unesco della “dieta mediterranea” e la Conferenza nazionale dell’agricoltura sono due elementi di grande importanza per il nostro mondo agricolo che devono trovare una pronta concretizzazione. Per questo motivo la Cia-Confederazione italiana agricoltori accoglie con favore e appoggia vivamente la “mozione bipartisan” che verrà presentata mercoledì prossimo a Palazzo Madama dal vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo De Castro, che è il primo firmatario.

La “mozione”, annunciata oggi dallo stesso De Castro alla Conferenza economica della Cia a Lecce e firmata da molti senatori sia della maggioranza che dell’opposizione, sollecita, infatti, il governo ad un impegno deciso per far sì che la “dieta mediterranea” abbia dall’Unesco questo importante riconoscimento. Una dieta che racchiude valori culturali e tradizioni secolari e che in questi anni ha ricevuto importanti attestati da parte dei dietologi di tutto il mondo.

Analogamente, la “mozione” richiama anche l’esigenza di proseguire nella strada, già avviata nella precedente legislatura, che deve portare alla Conferenza nazionale dell’agricoltura che la Cia ha sostenuto per prima già dal luglio del 2004. Una Conferenza che si rende indispensabile, soprattutto, in questo particolare momento di grandi cambiamenti sui mercati internazionali e di nuove difficoltà per le agricolture mondiali, al fine di delineare un progetto nuovo del settore primario in grado di favorire sviluppo e competitività e per affrontare le complesse sfide che i nuovi scenari propongono, spesso anche in maniera decisiva.

 

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