21/06/2008 12:00 Confederazione italiana agricoltori
Emergenza cibo: “no” al protezionismo, agli Ogm e ai sussidi
per i biocarburanti. Nuove politiche di sviluppo per i paesi più poveri
Una tavola rotonda sulla crisi dei mercati internazionali ha concluso della seconda Conferenza economica della Cia. Ai lavori è intervenuto l’arcivescovo di Lecce mons. Ruppi. Il presidente Politi: “la soluzione dei problemi alimentari del mondo richiede strategie mirate. Bisogna dare una svolta radicale”.
Avvio di programmi seri e concreti per aiutare i paesi più poveri della Terra a sviluppare le loro agricolture; decisa azione per contrastare con la massima fermezza le gravi speculazioni che stanno facendo lievitare a prezzi record le materie prime agricole (grano, mais, riso) e provocando una drammatica emergenza di cibo; abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; fermo “no” a politiche neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm. Sono questi gli aspetti più significati emersi oggi a Lecce dove una tavola rotonda, sul tema “Crisi dei mercati agricoli internazionali, quali risposte?”, si è conclusa la seconda Conferenza economica promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori
Nel corso della tavola rotonda -alla quale ha partecipato, fra gli altri, mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce- sono stati individuate strategie mirate per cercare di ribaltare una tendenza che si fa sempre più pericolosa per il futuro stesso dell’umanità. “L’emergenza cibo -come ha affermato il presidente della Cia Giuseppe Politi- è divenuta sempre più drammatica. Occorre dare una svolta. La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo richiede politiche nuove. Fino ad ora abbiamo assistito ad una crescita consistente di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre intervenire con aiuti; ma è altrettanto vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e innovazione”.
Per i più poveri del mondo -è stato rilevato durante la tavola rotonda- i rincari si sono tradotti in maggiore povertà e vulnerabilità ad ulteriori possibili squilibri. Gli alimentari rappresentano il 10-20 per cento della spesa nelle economie industrializzate, il 60-80 per cento nei paesi in sviluppo, molti dei quali sono importatori netti. Il che, ovviamente, rende i nuclei familiari di questi paesi estremamente sensibili alle oscillazioni dei prezzi dei generi alimentari.
La tavola rotonda è stata anche l’occasione per
Durante i lavori è stato anche sottolineato il pericolo incombente del neo-protezionismo. Per questo motivo -è stato rilevato- occorre evitare l’innalzamento delle barriere doganali e nuove politiche dei dazi che avrebbe un effetto fortemente negativo specialmente per i paesi più poveri.
Alla tavola rotonda -introdotta dal vicepresidente della Cia Enzo Pierangioli- sono intervenuti, fra gli altri, Antonio Buonfiglio, sottosegretario alle Politiche agricole, Enzo Russo, assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, il sen. Alfonso Andria, ministro ombra dell’Agricoltura del Pd, Fernanda Guerrieri, responsabile Operazioni d’emergenza della Fao.