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25/giu/2008 15.20.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: gli italiani tornano a bere latte, ma il vero “boom”
è degli yogurt. In ripresa anche i consumi di formaggi
 
 
La Cia evidenzia che nel primo trimestre 2008, nonostante il calocomplessivo registrato dagli alimentari, l’intero settorelattiero-caseario inverte la tendenza negativa e mette a messo a segnouna crescita in quantità del 3,5 per cento e in valore del 6,7 per cento.Anche nel 2007 gli acquisti avevano avuto un incremento pari allo 0,6 percento. Restano, però, le difficoltà per gli allevatori sia sul fronte delprezzo alla stalla che su quello dei costi in continuo e forteaumento.
 
 
Latte, formaggi e yogurt in controtendenza. In uno scenario che vedeun costante calo dei consumi alimentari, i prodotti lattiero-caseariregistrano un aumento delle vendite che nel primo trimestre 2008,rispetto all’analogo periodo del 2007, hanno segnato incrementi in valoredel 6,7 per cento e in quantità del 3,5 per cento. E’ quanto sottolineala Cia-Confederazione italiana agricoltori in relazione ai dati Istatsulle vendite al dettaglio.
Il trend di crescita dei consumi di latte, formaggi e yogurt da partedelle famiglie italiane si era riscontrato già lo scorso anno, quando-afferma la Cia- l’intero settore aveva avuto un incremento in quantitàdello 0,9 per cento e in valore del 3,4 per cento. In particolare, levendite di latte fresco erano cresciute in quantità dello 0,5 per cento ein valore del 3,4 per cento, mentre quello a lunga conservazione (latteUht) aveva messo a segno aumenti, rispettivamente, dell’1 per cento e del4,5 per cento.
Meno accentuata la crescita per i formaggi (più 0,1 e 2,6 per cento), concali per quelli Dop. Sensibili, invece, gli incrementi per yogurt edessert (più 3,8 per cento e più 5,7 per cento). In deciso calo, alcontrario, gli acquisti di burro, che sono scesi in quantità del 3,6 percento.
 Il costante aumento dei consumi di latte e dei suoi derivatiregistrato negli ultimi due anni (2006 e 2007) -rileva la Cia- sicontrappone al trend negativo che aveva caratterizzato gli anni che vannodal 2000 al 2004, quando il volume degli acquisti domestici era diminuitoad un tasso di variazione medio annuo del meno 2,5 per cento. Unatendenza che si era confermata anche nel 2004 con un calo di quasi unpunto percentuale nei confronti del 2003. E’ stato, quindi, il 2005cominciare a ribaltare il corso negativo dei consumi. In quell’anno non ètornato a crescere soltanto il latte fresco, ma anche yogurt e dessert(più 4,6), i formaggi (più 1,3 per cento), mentre per il latte a lungaconservazione (latte Uht) si era registrata una certa stabilità.
La Cia, tuttavia, sottolinea che gli italiani, con circa 58 litripro-capite l’anno, non sono di certo grandi consumatori di latte, almenonel confronto con i francesi e tedeschi (65 litri) e soprattutto con glistatunitensi (86 litri). La ripresa dei consumi, confermata anche daidati del primo trimestre 2008, lascia, comunque, intravedere spiraglinuovi positivi, anche se il mercato lattiero-caseario continua a mostrareproblemi e una persistente complessità. In particolare, per quantoconcerne la difficile trattativa per il prezzo alla stalla e gli ostacoliche oggi incontrano gli allevatori, costretti ad affrontare una crescitarecord dei costi produttivi (a cominciare dai mangimi e dai carburanti).Aumenti che hanno ridotto pesantemente la redditività delle aziende.
 
 
 
 
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