L’etichetta d’origine sul pollame deve Preoccupante la decisione dell’Ue

26/giu/2008 17.10.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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L’etichetta d’origine sul pollame deve restare
Preoccupante la decisione dell’Ue
 
La Cia giudica negativamente il deferimento alla Corte di Giustiziadel nostro Paese da parte della Commissione. Indispensabile una realetracciabilità per garantire consumatori e allevatori.
 
            Ladecisione della Commissione Ue di deferire l’Italia alla Corte diGiustizia europea per l’etichetta d’origine per il pollame appare quantomai preoccupante. Una misura che invece rappresenta un elemento disicurezza e di tracciabilità che permette ai consumatori di effettuarescelte oculate e mirate. Lo afferma la Cia-Confederazione italianaagricoltori in merito alla decisione dell’Esecutivo di Bruxelles chepraticamente boccia il nostro provvedimento adottato durante la vicendadell’influenza aviaria.
Un’etichettatura chiara e trasparente -sottolinea la Cia- contribuisce,infatti, ad individuare l’intero percorso dal campo alla tavola,garantendo così sia i consumatori che gli stessi allevatori.
           D’altra parte, l’indicazione di origine sul pollame -continua la Cia- hapermesso al settore avicolo del nostro Paese di superare la grave crisiprovocata dalla psicosi dell’influenza aviaria che due anni fa causòpesanti danni per tutta la filiera. Una misura ,insomma, che mostra lasua validità, anche soprattutto dopo le ultime vicende legate al “polloal cloro” proveniente dagli Usa.
            Ladecisione Ue -conclude la Cia- appare, quindi, grave. Anche perché ilprovvedimento adottato dall’Italia non appare in contrasto con le regoledi concorrenza europea, visto che per altri prodotti misure analoghe sonostate adottate da tutti i paesi dell’Unione.
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