Si riducono i prezzi sui campi, ma è “boom”?= per i costi produttivi delle imprese agricol

Si riducono i prezzi sui campi, ma è "boom"?= per i costi produttivi delle imprese agricol Si riducono i prezzi sui campi, ma è "boom" per i costi produttivi delle imprese agricole La Cia sottolinea le difficoltà per i produttori sempre più alle presecon aumenti dei fattori di produzione generati dal caro-petrolio.

02/lug/2008 11.20.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Si riducono i prezzi sui campi, ma è “boom”
per i costi produttivi delle imprese agricole
 
La Cia sottolinea le difficoltà per i produttori sempre più alle presecon aumenti dei fattori di produzione generati dal caro-petrolio. Allestelle concimi e mangimi. Le quotazioni all’origine proseguono invece illoro trend al ribasso. Ancora tagliati i redditi.
 
I prezzi sul campo dei prodotti agricoli continuano a segnare un trenddecisamente al ribasso, mentre i costi produttivi crescono in manieravertiginosa (più 9 per cento ad aprile scorso rispetto all’analogo mesedel 2007) a causa dell’impennata del petrolio. Le flessioni piùaccentuate delle quotazioni alla produzione si hanno per i cereali e peri lattiero-caseari . A segnalarlo è la Cia-Confederazione italianaagricoltori sulla base dei dati elaborati dall’Ismea che confermanoun’agricoltura in difficoltà con i produttori che registrano un costantetaglio dei redditi (meno 2 per cento lo scorso anno). 
In particolare, nel settore dei cereali -sottolinea la Cia- si rileva inmedia una riduzione congiunturale dei prezzi del 5,6 per cento. Laflessione per il frumento duro è stata a maggio del 13,9 per cento subase mensile, mentre i prezzi alla produzione del frumento tenero hannosegnato una contrazione del 9,5 per cento. Anche per il granoturco si hauna diminuzione , una flessione dell'1,4 per cento. Più consistente ilcalo per l'orzo (meno 6,1 per cento) e per i risoni (meno 22,7 percento).
Anche per i prodotti del comparto lattiero-caseario -segnala la Cia- sonoemerse, sempre a   maggio, diffuse riduzioni di prezzo, convariazioni negative mensili , con punte del 4,7 per cento per il burro.Ribassi si hanno anche per vini (meno1,5 per cento), frutta (meno 7,8 percento), ortaggi (meno 6,8 per cento  e oli di oliva (meno 2,3 percento). Crescono, al contrario, i prezzi alla produzione del bestiamebovino (più 0,7 per cento). Ancora più netta la variazione per gliavicoli, rincarati su base mensile del 14,5 per cento.
I rincari dei costi -afferma la Cia-  hanno coinvolto tutti ifattori della produzione agricola. In aprile si hanno aumenti stellariper i concimi, con un più 33,8 per cento, per i mangimi (21,3) per cento,per i prodotti energetici, lievitati del 6,9 per cento (più 7,1 per centoper i carburanti, più 10,2 per cento per i lubrificanti, più 4,9 percento per l’energia elettrica), delle sementi (4,3 per cento), degliantiparassitari (2,8 per cento).
Soprattutto a causa dei forti aumenti dei mangimi, è la zootecnia-avverte la Cia- uno dei settori a registrare le conseguenze piùnegative. Per i mangimi bovini si è avuto un aumento dei costi del 17,5cento, per quelli suini del 16,3 per cento, per quelli ovicaprinidell’11,6 per cento, per quelli del pollame dell’10,9 per cento e perquelli dei conigli del 13,1 per cento.
Sempre nel contesto dei mangimi, un vero e proprio record -conclude laCia- è stato raggiunto da orzo e cruscami con un più 35,5 per cento.Consistente anche l’incremento per panelli e farine (24 per cento).
 
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