Ocm vino: rapporti più stretti nella dare ulteriore slancio al “made in Italy”

Ocm vino: rapporti più stretti nella dare ulteriore slancio al "made in Italy" Ocm vino: rapporti piùstretti nella filiera, efficace tutela dei redditi dei produttori e azioni mirate per dare ulteriore slancio al "made inItaly" In merito all'invio all'Ue del Piano nazionale, la Cia evidenziale priorità per garantire reali certezze ad un settore di primariaimportanza.

02/lug/2008 13.49.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ocm vino: rapporti piùstretti nella filiera, efficace tutela dei redditi
dei produttori e azioni mirate per dare ulteriore slancio al “made inItaly”
 
In merito all’invio all’Ue del Piano nazionale, la Cia evidenziale priorità per garantire reali certezze ad un settore di primariaimportanza. Gestire in maniera adeguata le risorse a disposizione.Promozione sui mercati esteri e difesa della territorialità.
 
Rapporti più stretti nella filiera, anche attraverso accordi fra ivari soggetti dal campo alla tavola, difesa dei redditi dei produttori,più forza all’offerta della produzione “made in Italy” con azioni dicomunicazione e di promozione realmente nuove ed adeguate, valorizzazionedella territorialità. Sono queste alcune delle priorità espresse dallaCia-Confederazione italiana agricoltori per rilanciare con decisione lanostra vitivinicoltura nell’ambito del Piano nazionale per il settoreinviato alla Commissione Ue nel contesto della riforma Ocm vino.
            Gliobiettivi del Piano -sottolinea la Cia- mirano ad accompagnare latransizione dal vecchio al nuovo regime attenuando gli effetti suiredditi dei produttori di uva e di vino e a  realizzare un maggiorsviluppo ed integrazione della filiera. Non solo. Altri precisi obiettiviriguardano il consolidamento del livello qualitativo della produzione eil miglioramento della competitività del settore al fine di avvicinarsiad un equilibrio di mercato. Da ultimo, il sostegno alla viticoltura inaree sensibili dal punto di vista paesaggistico e la tutela  delvalore e delle tradizioni culturali connesse alla produzionevitivinicola.          
            A talproposito la Cia ricorda gli importi assegnati all’Italia per il Pianonazionale: 238 milioni di euro per il 2009, 298 milioni per il 2010, 294milioni per il 2011, 341 milioni per il 2012 e 337 milioni a partire dal2013. E’ prevista anche una "riserva", che ha una dotazione di10 milioni di euro l'anno e che potrà essere utilizzata o perl'attivazione di una eventuale distillazione di crisi, nel caso siverificassero le condizioni, oppure per aumentare le risorse a favoredelle altre misure, in primis verso quella di ristrutturazione deivigneti. 
Insomma, secondo la Cia, c’ è da gestire una dotazione di risorseimportanti per il settore nel suo insieme. Un settore che nel 2006-2007ha esportato 18 milioni di ettolitri di vino, con un valore record di 3,4miliardi di euro, anche se il prezzo medio di vendita risulta essere di1,73 euro, ben al di sotto dei 2.17 euro, prezzo medio a livellomondiale.
Pur cogliendo gli aspetti positivi delle dinamiche di mercato in corso, ènecessario, per la Cia, sottolineare come la politica adottata dalleaziende esportatrici determina una costante riduzione dei prezzi delleuve da vino. Le promozioni e gli sconti praticati per incrementare levendite sui mercati nazionali ed esteri, penalizzano fortemente lamateria prima, coinvolgendo grandi masse di prodotto e creando situazionidi difficile sostenibilità per le aziende viticole. Questo fenomeno, cheaccomuna tutte le regioni d’Italia, si attenua solo per particolari vinidi pregio e per alcune uve da spumante.
Nonostante l’apparente vantaggio delle performance in corso, la Cia èconvinta che le difficoltà non siano superabili attraverso fasicongiunturali favorevoli, ma è invece indispensabile approntare misureche siano il risultato di una rinnova strategia per il settoreproprio  per dare maggiore forza all’offerta della nostraproduzione.
Per far crescere l’apprezzamento dei prodotti nazionali, serve, quindi,una visione di insieme che -afferma la Cia- attraverso il Piano nazionalee la operatività delle Regioni partendo dalla vigna porti fino ad azionidi comunicazione e promozione al passo con i tempi, in grado di esaltarela territorialità delle nostre produzioni, coinvolgendo gli operatorianche in termini di redistribuzione dei vantaggi conseguiti.
Per la Cia assumere come punto di forza la valorizzazione e diversificazione del sistema produttivo è la sfida più importante che ilPiano nazionale dovrà sciogliere. Il tutto per contrastare lamassificazione ed accompagnare il percorso con un progressivo processo disemplificazione, al fine di garantire elementi di ricchezza del sistemadi offerta e una efficace chiave di volta per il successo del vino “madein Italy”.
 
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