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03/lug/2008 13.00.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Prezzi: il latte alla stalla scende del 10 per cento, ma al consumocresce dell’11,1 per cento. Costi produttivi a livelli record per gliallevatori
 
In occasione del Tavolo lattiero-caseario, la Cia sottolineal’esigenza di giungere ad un valido accordo interprofessionale. I mangimiaumentati, in un anno, del 21,3 per cento, mentre il caro-petrolio pesail 7 per cento in più. Molte aziende a rischio chiusura.
 
           Oggi il prezzo del latte alla stalla è del 10 per cento in meno rispettoall’inizio dell’anno , mentre quello al consumo è cresciuto in dodicimesi (giugno 2007-giugno 2008) dell’11,1 per cento. Non solo, gliallevatori hanno visto crescere i costi produttivi in media del 30 percento (soprattutto mangimi e carburanti). E’ quanto denuncia laCia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del Tavololattiero-caseario con il ministro delle Politiche agricole, alimentari eforestali Luca Zaia.
            Ilquadro per aziende zootecniche -afferma la Cia- è sempre piùpreoccupante. Al momento manca un accordo interprofessionale. Ci sonosoltanto intese con singole industrie trasformatrici. Il prezzo pagatoall’allevatore non è più remunerativo e i redditi, purtroppo, continuanoad essere tagliati. Una situazione di grave incertezza che è resa ancorapiù difficile dagli aumenti dei costi di produzione. I mangimi, nelloscorso mese di aprile, sono cresciuti, rispetto allo stesso periodo del2007, del 21,3 per cento. Quelli utilizzati per i bovini hanno avuto unaumento del 17,5 per cento, mentre i cruscami sono lievitati del 35,5 percento e i panelli e le farine del 24 per cento.
            Sulleimprese pesa anche il “caro-petrolio”. I prodotti energetici -ricorda laCia- sono aumentati, sempre in aprile, di circa il 7 per cento (più 7,1per cento i carburanti, più 10,2 per cento i lubrificanti, più 4,9 percento l’energia elettrica). Costi che sono destinati a crescere vista lacorsa irrefrenabile del barile di greggio che continua a toccare semprenuovi record.
            LaCia, che conferma la sua mobilitazione sul territorio, sottolinea,quindi, l’esigenza di arrivare al più presto ad un valido accordo difiliera. Accordo che consenta di stabilire un prezzo del latte allastalla più equo e un meccanismo di adeguamento rispetto agli andamentidel mercato. Insomma, è indispensabile uscire da una situazione cherischia di degenerare e provocare anche la chiusura di aziendezootecniche che non sono più nelle condizioni di operare in terminiremunerativi e competitivi.
 
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