e olio d’oliva in forte picchiata

e olio d'oliva in forte picchiata Consumi: in caduta libera gli alimentari nel primo semestre (-2,5%) Pane, frutta, verdure, carne e olio d'oliva in forte picchiata Dalle prime stime della Cia si conferma il trend negativo giàregistrato in tutto l'arco del 2007.

04/lug/2008 12.20.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Consumi: in caduta libera gli alimentari nel primo semestre (-2,5%)
Pane, frutta, verdure, carne e olio d’oliva in forte picchiata
 
Dalle prime stime della Cia si conferma il trend negativo giàregistrato in tutto l’arco del 2007. Gli acquisti delle famiglie italianefrenati dall’inarrestabile corsa dei rincari. Per imbandire le tavole sispendono in media 485 euro al mese. Sempre più indispensabile rapportipiù stretti nella filiera agroalimentare.
 
Gli italiani comprano sempre di meno per imbandire le loro tavole e sono,quindi, sempre più in picchiata i consumi domestici dei prodottialimentari. Nel primo semestre dell’anno, secondo le prime stime dellaCia-Confederazione italiana agricoltori, si è avuta una caduta, inquantità, di oltre il 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo del2007. I cali più accentuati si hanno per i derivati dei cereali (meno 4,8per cento, con il pane che mette a segno una flessione del 5,5 percento), per gli ortaggi (meno 5,5 per cento), per la frutta (meno 1,8 percento), per l’olio d’oliva (meno 5,0 per cento), per la carne bovina(meno 3,4 per cento). Dati che confermano il trend negativo giàregistrato nel 2007.
Questo crollo -avverte la Cia- è dovuto all’impennata dei prezzi deglialimentari, che nel mese di giugno è stata pari al 6,1 per cento rispettoall’analogo periodo del 2007. In particolare il pane è rincarato del 13per cento, la frutta del 7,6 per cento, gli ortaggi del 3,2 per cento, lacarne bovina del 5 per cento, l’olio d’oliva del 4,8 per cento.
In controtendenza, invece, risulta -avverte la Cia- l’andamento deiconsumi domestici di latte e derivati (più 3 per cento), soprattuttoyogurt e dessert, di pollame (più 1,5 per cento) e vino e spumanti (più2,5 per cento). E questo, nonostante gli aumenti che hannocontraddistinto anche il prezzo di questi prodotti. Solo il latte haavuto un incremento che supera, sempre a giugno, l’11 per cento.
Dunque, a subire le conseguenze più eclatanti del calo dei consumialimentari delle famiglie sono stati, in particolare, i prodotti dellecosiddetta “dieta mediterranea” che, proprio a causa della freneticacorsa dei prezzi, comincia -sostiene la Cia- ad evidenziare preoccupantisegni di crisi. Nei piatti dei nostri connazionali ci sono, infatti,sempre meno pane, pasta (anche se per questo prodotto si nota, in questiultimi mesi, una ripresa), frutta e verdure e olio d’oliva.
Attualmente gli italiani -ricorda la Cia- spendono per gli acquisti deglialimentari 485  euro al mese e sono così ripartiti: 23,4 per centocarne, salumi e uova; 18,2 per cento latte e derivati; 16,8 per centoortofrutta; 14,8 per cento derivati dei cereali; 8,9 per cento i prodottiittici; 5,7 per cento le bevande analcoliche; 5,5 per cento le bevandealcoliche; 3,9 per cento olio e grassi; 2,8 per cento zucchero, sale,caffè, the. L’incidenza sulla spesa complessiva mensile è pari al 18, 9per cento.
La cautela dei consumatori -evidenzia la Cia- ha interessato un po’ tuttele tipologie distributive. Le famiglie italiane, comunque, hannopreferito acquistare nei supermercati, negli ipermercati e nei discount,anche se si registra una leggera crescita (specialmente negli ultimi dueanni) negli acquisti presso i mercati rionali. In crescita gli acquistiattraverso la vendita diretta da parte degli agricoltori e in campagnapresso le aziende agricole o agrituristiche.
Di fronte a questo scenario, la Cia rinnova le sue proposte per frenarel’impennata dei prezzi e rilanciare i consumi: doppio prezzo (origine edettaglio) per una reale tracciabilità, rapporti più stretti nellafiliera agroalimentare, anche attraverso adeguati accordi, come quellointervenuto nelle scorse settimane tra la stessa Cia e laConfesercenti.
 
Così i consumi alimentari domestici nel primosemestre 2008
(var.% rispetto allo stesso periodo del 2007)

Derivati dei cereali -4,8%
Ortaggi -6,2%
Frutta -2,2%
Olio d’oliva -3/4%
Carnibovine -3,5%
Carniavicole +1,5%
Latte e derivati +3%
Vino espumante +2,5%

Stime Cia-Confederazione italiana agricoltori


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