Consumi: è “boom” della spesa in qualità e tipicità

08/lug/2008 13.49.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Consumi: è “boom” della spesa in campagna  
Risparmi del 30 per cento e garanzia di qualità e tipicità
 
 
In relazione ai dati resi noti oggi dall’Istat, la Cia evidenzia chenegli ultimi sei mesi 4 famiglie su 10 hanno fatto acquisti, almeno unavolta, in fattoria e negli agriturismi. Frutta, verdure, olio e vino, iprodotti più gettonati. In crescita anche le compere di latte daidistributori automatici.
 
 
           Davanti al caro-prezzi cresce il numero di italiani che scelgono di fareacquisti in campagna. Negli ultimi sei mesi, quattro famiglie su diecihanno optato, almeno una volta, verso questo tipo di vendita. Ilrisparmio è assicurato (anche il 30 per cento in meno rispetto ai canalitradizionali della distribuzione), ma anche qualità, freschezza (è ilcaso dell’ortofrutta), tipicità e legame con il territorio. Risparmi chesi ottengono anche nei mercati dove gli agricoltori praticano la venditadiretta. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori inrelazione ai dati sui consumi resi noti oggi dall’Istat.
Molto consolidato è, quindi, l’acquisto direttamente in fattoria o negliagriturismi. Nel 2007 la percentuale degli italiani che hanno comprato incampagna è cresciuta in maniera tangibile: più 15 per cento rispettoall’anno precedente. Si calcola -afferma la Cia- che altre 3,5 milionipersone che si sono rivolte, anche più volte, nell’arco dei dodici mesi,verso questo tipo di consumo che, oltre a mostrare un’evidenteconvenienza, permette di portare a casa prodotti genuini.
Per frutta e verdura -rileva la Cia- l’acquisto in campagna si rivela unvero ”affare” per i consumatori. Il risparmio si aggira attorno al 35 percento (con punte anche del 40 per cento) nei confronti dei tradizionalicanali di vendita. Stesso discorso per vino e olio, i cui prezzi siriducono del 25-30 per cento. Tagli del 15-20 per cento si hanno per panee carne. In questo modo, infatti, si eliminano tutti i vari passaggidella filiera. Il che significa abbattimento dei costi.
Un chiaro esempio del risparmio per i consumatori italiani -afferma laCia- viene anche dai distributori di latte, dove acquistare non è soloconveniente, ma si ha anche un prodotto di qualità che provienedirettamente dalla stalla. E i risultati finora ottenuti hannoevidenziato il ruolo importante di tale vendita diretta. Basti pensareche in poco tempo, in Italia, sono in funzione oltre 700 distributori conuna vendita complessiva di circa 9.000 tonnellate di latte.
Inoltre, da quando è operativo il decreto per la vendita diretta da partedegli agricoltori -sostiene la Cia- è stato un vero crescendo. Nei varipunti di questa particolare commercializzazione, soprattutto frutta everdura, ma anche pane, olio, vino e carne, si è registrato unsorprendente afflusso di persone. Siamo, quindi, in presenza di unfenomeno che è destinato a svilupparsi e a consolidarsi, visto che anchegli agricoltori stanno rispondendo in maniera concreta e costruttiva aquesta rinnovata attenzione da parte dei consumatori.
Ovviamente la spesa in campagna -aggiunge la Cia- rappresenta unapercentuale ancora bassa rispetto al totale degli acquisti alimentari.Tale strada costituisce, però, un elemento importante per contrastare iprezzi e combattere i rincari abnormi e ingiustificati provocati daimolteplici passaggi di filiera e dalle spinte speculative.
Un caro-prezzi che in questi ultimi mesi, ha appesantito la spesaalimentare degli italiani (vedi i rincari per generi di prima necessitàcome il pane, la pasta, il latte, la frutta e la verdura) e provocato unconseguente calo dei consumi (meno 2,5 per cento nel primo semestredell’anno).
Dunque, aumenti pesanti e non per colpa dei produttori agricoli, che alcontrario in questi ultimi due anni hanno visto ridurre i listinipraticati all’origine. Basti pensare che dal campo alla tavola siregistrano aumenti anche di venti volte che penalizzano sia i consumatoriche gli stessi agricoltori. La vendita in campagna e quella dei mercatidegli agricoltori apre, pertanto, nuove prospettive. Un percorso, quindi,da continuare a percorrere e sviluppare.
 
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