Acqua: dall’emergenza ad una nuova political’Autorità unica, un’

09/lug/2008 12.49.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Acqua: dall’emergenza ad una nuova politica sostenibile
delle risorse idriche. Subito l’Autorità unica, un’ efficiente
e moderna rete, una valida riforma dei Consorzi di bonifica
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi al Forum dell’Anbi indica lepriorità per garantire un uso razionale di un bene sempre più prezioso.Il contributo responsabile dell’agricoltura. Nuovi sistemi diirrigazione, sviluppo della ricerca e delle tecnologie.
 
Istituire un’Autorità unica delle acque; modernizzare la rete idrica;rinnovare e modernizzare il sistema dei Consorzi di bonifica; promuoverela ricerca sulle tecniche di irrigazione, sulle pratiche agronomiche e sunuove varietà adatte alla scarsità d’acqua. Sono queste alcune dellepriorità elencate oggi dal presidente della Cia-Confederazione italianaagricoltori Giuseppe Politi nel corso del Forum promosso a Roma dall’Anbi(Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari).
“I mutamenti climatici in atto e la scarsa attenzione all’uso razionaledelle risorse idriche disponibili -ha affermato Politi- determinanosituazioni di diffusa emergenza in tema di scarsa disponibilità di acquaad uso irriguo. Per questo motivo evidenziamo l’esigenza di una gestioneinnovativa delle risorse idriche a livello amministrativo, diinvestimenti aziendali nei nuovi sistemi di irrigazione, di sostegno allaricerca per la diffusione di coltivazioni agricole meno idroesigenti.Insomma, bisogna uscire dalle logica di emergenza, per avviare organichepolitiche di natura strutturale”.
           “L’Autorità unica -ha rimarcato il presidente della Cia- deve averecome  obiettivi principali quelli di superare l’attualeframmentazione decisionale, di promuovere accordi tra i diversi soggetti,di controllare e sanzionare le violazioni, di governare l’equaripartizione delle risorse idriche per l’uso irriguo, dopo aversoddisfatto il consumo umano, come afferma la legge.
“L’agricoltura intende così fare -ha detto- la propria parte, sostenendoche servono una programmazione dell’impiego dell’acqua, il coordinamentodell’uso con gli altri settori, l’ottimizzazione dell’utilizzo idrico epolitiche di ambito e di bacino”.
           Ridurre la vulnerabilità delle risorse idriche e lavorare nelle strategiedi adattamenti nel settore agricolo significa -ha sostenuto Politi- razionalizzare, integrare e rendere efficienti i diversi usi dell’acqua,cioè quelli che interessano l’agricoltura, l’industria, l’energia e lapopolazione e questo richiede il contributo del più ampio arco diforze”.
“Il Piano irriguo è stato rifinanziato, i Piani di sviluppo rurale sonostati approvati, ora occorre concentrarsi -ha sottolineato il presidentedella Cia- sulle priorità e sulle realizzazioni più urgenti: modernizzarela rete, realizzare strutturare per l’accumulo di acqua, piccoli e mediinvasi per usi plurimi, avviare l’uso di risorse idriche nonconvenzionali, controllare gli emungimenti abusivi, diffusione di nuovetecniche di irrigazione, investimenti per il risparmio idrico,predisporre nuove opportunità assicurative”.
            Perquello che concerne i Consorzi di bonifica, Politi ha rilevato l’esigenzadi in un’azione riformatrice che li  collochi “in una logica digoverno del territorio, in quanto autonomie funzionali e come strumentidi autogoverno degli agricoltori”.
            “Lamission dei Consorzi di bonifica -ha concluso il presidente della Cia-dovrebbe concentrarsi sull’irrigazione, la gestione del ciclo integraledell’acqua, la sicurezza idraulica, la difesa del suolo , quindi, ilpresidio del territori”.
 
 
 
 
 
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