Rifiuti: i nuovi obblighi aggravano la gestione delle imprese agricole

Rifiuti: i nuovi obblighi aggravano la gestione delle imprese agricole Rifiuti: i nuovi obblighi aggravano la gestione delle imprese agricole Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al ministrodell'Ambiente Stefania Prestigiacomo in relazione al decreto correttivoal cosiddetto Codice Ambientale.

10/lug/2008 13.37.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Rifiuti: i nuovi obblighi aggravano la gestione delle imprese agricole
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al ministrodell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in relazione al decreto correttivoal cosiddetto Codice Ambientale. Sollecitato un intervento per procedurepiù semplificate e meno onerose per gli agricoltori.
 
           
Aigià pesanti costi produttivi, ora per le imprese agricole si aggiungonoaltre difficoltà. E’ il caso della gestione dei rifiuti. Le nuovedisposizioni introdotte con il decreto correttivo al cosiddetto CodiceAmbientale rappresentano, infatti, una serie di  obblighi checostituiscono solo un ulteriore impegno amministrativo per gliagricoltori, senza, peraltro,  apportare alcun vantaggio in terminiambientali. Un problema che ha spinto il presidente dellaCia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a scrivere alministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare StefaniaPrestigiacomo, sollecitando un pronto intervento per procedure piùsemplificate e meno onerose per le aziende.
Politi, nella lettera, afferma che “penalizzare gli accordi di programmaredatti a livello locale, obbligare gli agricoltori che raccolgono etrasportano i propri rifiuti speciali ai centri ecologici ad iscriversiall’albo nazionale dei gestori ambientali, anche se con procedurasemplificata (ma dietro la corresponsione di un diritto annuale, ilpagamento della tassa di concessione governativa, le relative spese disegreteria e di autorizzazione previste dall’albo e con l’obbligo di autodichiarare l’idoneità tecnica dei propri mezzi di trasporto), non sembrail metodo migliore per garantire una maggiore tracciabilità del flusso diquesti rifiuti”.
            Per ilpresidente della Cia, lo stesso risultato si sarebbe potuto ottenerericonoscendo alle imprese una “autorizzazione in via generale” in luogodell’iscrizione all’albo.
            E cosìadesso -scrive Politi- “ci troviamo nella preoccupante situazione in cuiil legislatore, invece di sostenere e di promuovere gli accordi diprogramma concordati a livello locale, in cui, si ricorda è statopossibile anche prevedere opportune semplificazioni amministrative, hasostanzialmente vincolato, inderogabilmente, l’iniziativa locale allanormativa nazionale e a linee guida ministeriali, peraltro rimastedisattese”.    
Accanto a ciò -ricorda il presidente della Cia- ci sono sia le difficoltàdi leggere nella norma che il tenore dell’impianto sanzionatorio recepitodal Codice Ambientale, il quale prevede “sanzioni amministrative e penalidel tutto spropositate rispetto all’irregolarità contestata, hannodisorientato le imprese agricole sempre più alla mercé di interpretazionidiverse e troppo spesso discordanti tra loro da parte degli organismipubblici e di controllo locali”.
            Nelsollecitare l’intervento del ministro, Politi mette in evidenza cheattualmente “gli agricoltori sono sempre meno parte attiva di quelcircolo virtuoso di gestione dei rifiuti che si era creato con gliaccordi di programma, e sempre più costretti a delegare le fasi diraccolta e di trasporto dei propri rifiuti ad imprese privatespecializzate, alimentando così un pericoloso business dei rifiuti portaa porta”.
           
 
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