Cia su vendita Bertolli

22/lug/2008 16.49.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Il nostro agroalimentare è sempre più in mani straniere
Si continuano a perdere marchi prestigiosi. La Bertolli doveva
tornare italiana. Persa un’occasione importante
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi mostra preoccupazione perl’attuale allarmante tendenza. “L’Alitalia non è il solo patrimonio chedeve rimanere “made in Italy”. Guardare con più attenzione al settoreagricolo e alimentare.
 
“L’Alitalia non è il solo patrimonio che deve rimanere del nostroPaese. C’è un settore come l’agroalimentare, simbolo significativo delle“made in Italy”, di cui, però, nessuno sembra accorgersene. Così, pezzodopo pezzo, una ricchezza, fatta di cultura, tradizioni e lavoro, finiscein mani straniere. L’ultima vicenda relativa alla cessione della licenzasul marchio dell’olio di oliva e dell’aceto Bertolli e della vendita deimarchi italiani Maya, Dante e San Giorgio, ceduti dalla multinazionaleUnilever alla società spagnola Sos Cuetara, è emblematica. Siamo inpresenza di una tendenza sempre più preoccupante che va bloccata al piùpresto”. E’ quanto afferma il presidente della Cia-Confederazioneitaliana agricoltori Giuseppe Politi.
            “Lavendita della Bertolli, che è rimasta di proprietà estera, lascia l’amaroin bocca. Era -aggiunge Politi- un’occasione importante per riportare ilmarchio nel nostro Paese. Non a caso, come Cia, a suo tempo, avevamosollecitato una cordata italiana per l’acquisizione. Il nostro appello è,purtroppo, caduto nel vuoto e oggi un settore come quello dell’oliod’oliva parla quasi esclusivamente straniero”.
            “Nonsolo. Con l’acquisto della Bertolli, la Spagna -sottolinea il presidentedella Cia- è divenuta leader incontrastata a livello mondiale nellaproduzione di olio d’oliva distanziandoci in maniera allarmante. Adesso ètutto più difficile e c’è il rischio che altre multinazionali vengano asaccheggiare quello che è rimasto del nostro patrimonio olivicolo. Undiscorso che, comunque, vale per l’intero agroalimentare nazionale. Perquesti motivi abbiamo sollecitato l’esigenza che le linee direttricidelle scelte strategiche per il sistema agricolo italiano siano il fruttodi un’ampia consultazione dei soggetti interessati e, quindi, emerganodai risultati della Conferenza nazionale dell’agricoltura già convocatadal precedente ministro delle Politiche agricole e confermata verbalmentedall’attuale”.
 
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