La criminalità organizzata allunga i

23/lug/2008 12.15.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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La criminalità organizzata allunga i tentacoli anche nelle campagne:
un agricoltore su tre colpito da furti, racket, usura, pizzo eaggressioni
 
 
Durante la conferenza stampa di presentazione dell’accordo tra“Libera” e Cia, denunciata una situazione sempre più grave. La malavitaterrorizza l’agricoltura italiana. Siamo ormai in presenza di oltre centoreati al giorno. Il fenomeno, prima circoscritto alle sole regioni delSud, si sta spostando rapidamente al Centro e al Nord delPaese.  
 
 
Un agricoltore su tre ha subito e subisce gli effetti della criminalitàorganizzata. Insomma, siamo in presenza di oltre cento reati al giorno.La denuncia è stata ribadita dalla Cia-Confederazione italianaagricoltori durante la presentazione del protocollo di collaborazione con“Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.
Furti di attrezzature e mezzi agricoli, usura, racket, abigeato,estorsioni, il cosiddetto “pizzo”, discariche abusive, macellazioniclandestine, danneggiamento alle colture, aggressioni, truffe neiconfronti dell’Unione europea, “caporalato”. L’agricoltura italiana è,purtroppo, sempre più terrorizzata da mafia, camorra, sacra corona unita,‘ndrangheta. Un fenomeno che prima si riscontrava solo al Sud, ma cheadesso si sta espandendo in tutta Italia. Molti produttori agricoli sonopreda di una malavita violenta e spregiudicata. E così sono soggetti apressioni, minacce e a ogni forma di sopruso.
Sono elementi che si riscontrano in diversi dossier, fra i quali quellidella Fondazione Cesar (che dopo il rapporto del 2003, predisposto perconto della Cia, ne sta elaborando uno più aggiornato), della Direzionenazionale antimafia e della Confesercenti “Sos imprese”.
Prima erano solo Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia eSardegna le regioni in cui l’attività delle organizzazioni malavitoseconcentravano la loro azione ai danni dell’agricoltura. Adesso lamalavita ha allargato il suo giro d’azione. Altre regioni del Centro edel Nord sono finite nel mirino dei criminali e gli agricoltori ne paganole spese.
Al primo posto, per numero, fra i reati troviamo i furti di attrezzaturee di mezzi agricoli. Il racket è il secondo reato -sempre per numeri dicrimini commessi- che si registra. Segue a debita distanza l’abigeato.Anche i furti di prodotti agricoli sono, di poco, meno frequentidell’abigeato. Ma non si tratta di occasionali furtarelli. Siamo inpresenza di massicce sottrazioni del prodotto (spesso direttamente dallapianta), che prevede una scientifica, organizzata operazione diraccolta.
Tra i reati si segnalano, inoltre, il danneggiamento alle colture e leaggressioni nei confronti delle persone. Reati tipici dell’avvertimentomafioso verso chi si dimostra restio a cedere ai ricatti. Più distinti, ifenomeni di usura e il pascolo abusivo.
Non meno grave è l’odioso “caporalato”, con lo sfruttamento, da partedella criminalità organizzata, soprattutto di extracomunitari, molti deiquali irregolari. Meno frequenti, ma presenti, sono i furti di centralineper l’irrigazione, soprattutto nelle regioni dove c’è il problema cronicodella carenza d’acqua. Per le stesse ragioni, si verificano allacciamentiabusivi ed estrazione dell’acqua da pozzi non regolari.
Crescente è anche la minaccia di cedere i raccolti dei prodotti a prezzi“stracciati”. Non vi sono scrupoli che tengano e il coltivatore si trovacostretto a scegliere o accettare l’infame avvertimento o correre ilrischio di vedere compromesso l’intero raccolto e con esso il lavoro ditanti anni.
Vengono riscontrati anche fenomeni come la macellazione clandestina e lediscariche abusive, ambedue presenti in tutte le regioni meridionali.Reati che travalicano gli interessi diretti dell’agricoltura, colpendol’intera collettività e, più precisamente, la qualità dei prodotti e,conseguentemente, la salute pubblica.
Per quanto riguarda le discariche abusive e il traffico illecito deirifiuti, il fenomeno, sempre più in espansione, si riscontra in quasitutte le regioni, assumendo dimensioni nazionali e transnazionali.
Come è stato affermato dall’apposita Commissione parlamentare, i rifiutinon si muovono solo dal Nord verso il Mezzogiorno, dove vengono smaltitiin discariche non autorizzate, cave dismesse, sprechi d’acqua o nelsottosuolo di fondi a destinazione agricola. Oggi si registrano anche lerotte che dal Nord-Ovest vanno a Nord-Est, che dal Nord arrivano alCentro e anche quelle che dal Sud portano a Nord, con la nascita di verie propri cartelli di trafficanti che operano sia a livello regionale cheinterregionale.
La criminalità impone anche i prezzi per i prodotti agricoli, pesaturedei prodotti inferiori a quelle reali, compie estorsioni attuate medianteprevio furto di mezzi destinati alla coltivazione, esercita il controllodel mercato fondiario, compie furti di grano, con devastazione dei campicoltivati, commerci illegali e intromissioni nell’acquisto dei prodotti.
La gravità della pesante presenza della criminalità nelle campagne è benpresente nell’autorità giudiziaria e di polizia. Sta di fatto che, a suotempo, è stato istituito, nell’ambito della Direzione nazionaleantimafia, uno specifico servizio per combattere l’allarmante fenomeno.
L’istituzione del servizio è importante soprattutto perché, a differenzadella criminalità nei centri urbani dove c’è un preciso punto diriferimento che sono le forze dell’ordine, nelle campagne l’agricoltore èspesso solo, disarmato, inerme, per cui, quando gli va bene, non glirimane che scendere a patti. La paura, l’insicurezza, le preoccupazioni,nel mondo agricolo, hanno un altro sapore. Il bersaglio è beneindividuale, non può nascondersi, né pararsi. Non si corre il pericolo dicoinvolgere estranei nell’oppressione violenta. Solo la capacitàimprenditoriale, la fatica, il lavoro sono a rischio. Oggetti di azionicriminali che, molte volte, la cronaca trascura o, peggio, ignora, con unatteggiamento colpevole che non tiene conto quanto esse incidono sullaproduttività delle aziende agricole e sullo stesso sistema di vita deiproduttori.
 
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