Un “patto di filiera” per i cereali. più produzione e qualità,

Per pane e pasta non si pone alcunaemergenza.

24/lug/2008 11.30.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Un “patto di filiera” per i cereali. Obiettivi prioritari: maggioricertezze
per i produttori, più produzione e qualità, garanzie per i consumatori
 
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi evidenzia l’esigenza di unvalido progetto che coinvolga tutti i soggetti, dal campo alladistribuzione. Squilibri e difficoltà caratterizzano lo scenario delgrano duro e tenero. Gli aumenti dei prezzi non coprono i pesanti costisostenuti dagli agricoltori. Per pane e pasta non si pone alcunaemergenza.
 
“Serve un moderno progetto sulla cerealicoltura di qualità e sul granoduro. Un progetto che veda al centro, territori, aziende e agricoltoriquale tassello principale e determinante di una nuova politica diprodotto e alimentare. Da parte nostra c’è la necessità di definire anchele modalità di un innovativo accordo di filiera proprio per dare nuovecertezze e impedire che vi siano squilibri che alla fine danneggiano iproduttori e gli stessi consumatori”. E’ quanto affermato dal presidentenazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politiin merito all’attuale situazione del settore cereali nel nostro Paesedove si hanno problemi determinati anche dalle tensioni che si registranoa livello internazionale.
In venti anni le superfici destinate a grano duro in Italia si sonoridotte di circa 200 mila ettari, anche se quest’anno si è avuto unaumento consistente (più 240 mila ettari) rispetto al 2006. La dipendenzadall’estero continua a restare intorno al 40 per cento, mentre iproduttori fanno i conti con una crescita considerevole dei costiaziendali che non vengono coperti dagli incrementi dei prezzi. Le sementisono lievitate, nei confronti dell’annata 2006-2007, del 15 per cento, ilgasolio del 12 per cento, i concimi del 50 per cento, gli agro-farmacidell’ 8,5 per cento. Non molto dissimile il quadro per il grano tenero.
Dall’estero importiamo oltre il 60 per cento del nostro fabbisogno.“Tutto ciò -sottolinea Politi- non significa, però, emergenza pane epasta per l’Italia, che non si pone nella maniera più assoluta. Ilproblema è un altro. Occorre attivarsi per uno sviluppo di questoimportante settore. E’ necessaria una rinnovata politica per lacerealicoltura italiana. Una politica che deve passare necessariamenteattraverso un valido ‘patto di filiera’, proprio per superare le attualidifficoltà, incrementare la produzione e favorirne la crescitaqualitativa”.
“Oggi gli agricoltori -aggiunge il presidente della Cia- si trovanoimpotenti davanti ad un mercato che mostra evidenti tensioni, squilibri,speculazioni che provocano incertezze e giustificati allarmi. E così ilsettore dei cereali vive una situazione di grande instabilità che va,quindi, affrontata con la dovuta attenzione ed incisività. Nel nostroPaese è necessario fare massima chiarezza ed individuare le azioninecessarie per riportare quell’equilibrio che si rende sempre piùnecessario”.
“Di qui l’esigenza -continua Politi- di rilanciare in Italia unacerealicoltura di qualità, alla luce della verifica della Pac e dei 4milioni di ettari da investire a colture cerealicole a livello Ue perriequilibrare domanda e offerta, tentare di dare più forza al legameproduzioni-territorio, valorizzando la tipicità e i distretticerealicoli. Bisogna cogliere le nuove opportunità e garantire un solidofuturo al settore”.
“Lo scenario odierno -conclude il presidente della Cia- è preoccupante.C’è la necessità, oltre ad un patto di filiera, di un’attentariflessione, a livello europeo, sulla Politica agricola, soprattutto perquanto concerne gli approvvigionamenti. Quello che è avvenuto in questiultimi mesi sul fronte dei cereali è sintomatico. Occorre, pertanto,procedere su strade diverse. La questione degli approvvigionamentidiviene di primaria importanza, non solo per soddisfare le esigenze deiconsumatori, ma anche per dare certezze ai produttori agricoli. Serve,dunque, un rinnovato e adeguato Piano”.
 
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