Allevatori in grave crisi: meno redditi, più costi

Allevatori in grave crisi: meno redditi, più costi Subito misure per scongiurare il tracollo della suinicoltura italianaAllevatori in grave crisi: meno redditi, più costi e made in Italy arischio La Cia, all'indomani della firma del Piano d'impegni e allavigilia dell'incontro con il ministro Zaia, sottolinea l'esigenza di darerisposte valide ad un settore in profonda difficoltà.

28/lug/2008 11.50.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Subito misure per scongiurare il tracollo della suinicoltura italianaAllevatori in grave crisi: meno redditi, più costi e made in Italy arischio
 
La Cia, all’indomani della firma del Piano d’impegni e allavigilia dell’incontro con il ministro Zaia, sottolinea l’esigenza di darerisposte valide ad un settore in profonda difficoltà. Alleggerire il“peso” creditizio e ridurre gli oneri fiscali e tributari.
 
E’ giunto il momento di dare risposte concrete agli allevatori di suiniche vivono un momento di profonda crisi. Così sottolinea laCia-Confederazione italiana agricoltori all’indomani della firma del“Piano di impegni esecutivi per il settore suinicolo” e alla vigiliadell’incontro con il ministro delle Politiche agricole, alimentari eforestali Luca Zaia in provincia di Brescia.
La Cia ricorda che il Piano -siglato a livello interprofessionale dalleOrganizzazioni agricole, da Anas e Unapros, dall’Organizzazioneindustriale della macellazione e dai Consorzi di tutela del Prosciutto diParma e San Daniele- può avere un ruolo importante per costruire ilfuturo della filiera suinicola italiana. Occorrono, però, misure adeguateper dare certezze agli allevatori, i cui redditi si sono pressochédimezzati, e per rilanciare sviluppo e competitività delle imprese di unsettore importante dell’agricoltura italiana che, altrimenti, rischia lascomparsa.
Oggi, purtroppo, la nostra suinicoltura è vicina al tracollo. Moltiallevamenti, oberati da pesantissimi costi di produzione e alle prese conprezzi in caduta libera, sono a rischio chiusura, mentre il nostro Paeseè sempre più invaso da prosciutti e salami stranieri (875 mila tonnellateper un valore di oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro l’import del2007, con oltre 60 milioni di cosce fresche di maiale). Una crisiprofonda e traumatica che sta gettando nella disperazione un’interacategoria.
Gli allevatori -ricorda la Cia- sono allo stremo e non possono piùoperare in queste particolari condizioni. Basti pensare che nello scorsoanno il prezzo medio dei suini è diminuito dell’8 per cento rispetto al2006, mentre il costo dei cereali e dei semi oleosi, indispensabili perl’allevamento, ha fatto registrare impennate vertiginose: il maisnazionale è cresciuto del 33,6 per cento, l’orzo estero del 44,6 percento, la farina di soia estera del 30,7 per cento, la crusca di frumentotenero del 55 per cento.
Per comprendere le difficoltà degli allevatori, basta rilevare che, fattocento il valore del suino pagato dal consumatore, solo il 14, 8 per centova all’allevatore. Nel 2001 il suinicoltore incideva per il 21,1 percento. In sette anni un “taglio” del 6,3 per cento.
Per quanto concerne le misure da adottare in tempi rapidi, la Ciaevidenzia l’esigenza di alleggerire il “peso” del credito bancario neiconfronti delle imprese suinicole. Va, inoltre, attuata una riduzionedell’onere fiscale e tributario, prevedendo strumenti già utilizzati inaltre situazioni di settori in crisi. Risulta, poi, importante prevederel’inserimento di interventi finanziari concreti per lo sviluppo degliallevamenti suinicoli nei “Piani di settore” che il ministero dellePolitiche agricole sta predisponendo.
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