Pil: l’agricoltura continua la marcia di risalita , ma per le imprese restano le difficoltà. Costi sempre più opprimenti e competitività ancora in calo

Costi sempre più opprimenti e competitività ancora in calo La Cia evidenzia il significato del segno positivo per il valore aggiunto del settore registrato nel secondo trimestre 2008 (più 3,5 per cento in termini tendenziali e più 1,7 per cento rispetto al precedente trimestre).

10/set/2008 12.58.42 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: l’agricoltura continua la marcia di risalita, ma per le imprese restano le difficoltà. Costi sempre più opprimenti e competitività ancora in calo
 
La Cia evidenzia il significato del segno positivo per il valore aggiunto del settore registrato nel secondo trimestre 2008 (più 3,5 per cento in termini tendenziali e più 1,7 per cento rispetto al precedente trimestre). Vanno, però, evitati facili ottimismi. Serve una valida politica per rilanciare lo sviluppo. Indispensabile la Conferenza nazionale.
 
L’agricoltura italiana continua a mostrare segni di ripresa, ma le difficoltà restano e per i produttori rimane il pesante fardello dei costi aziendali che mettono a segno nuovi preoccupanti aumenti. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat relativi al Pil e in particolare al valore aggiunto del settore che nel secondo trimestre 2008 è cresciuto, in termini tendenziali (rispetto all’analogo periodo del 2007), del 3,5 per cento e, in termini congiunturali dell’1,7 per cento nei confronti del precedente trimestre.
Il dato positivo per l’agricoltura -sostiene la Cia- delinea una schiarita e lascia ben sperare per il futuro. Questo, tuttavia, non deve far dimenticare i problemi che attualmente gli imprenditori agricoli incontrano e la complessa realtà economica e sociale con la quale si devono quotidianamente confrontare. La situazione per le imprese, sia sotto il profilo dei costi che dei redditi e della competitività, resta ancora molto difficile. 
La crescita evidenziata dall’Istat -rileva la Cia- rappresenta un segnale significativo che, però, va preso con le dovute precauzioni. Si tratta di un dato che conferma un sostanziale recupero dopo i crolli degli anni passati. Per tale ragione vanno evitati facili ottimismi. L’agricoltura si trova alle prese con uno scenario critico. Molte questioni rimangono aperte. I produttori agricoli escono da tre anni, il 2005, il 2006 e il 2007, vissuti con una latente crisi strutturale, con una competitività in decisa frenata, con costi produttivi in continua crescita (solo nello scorso mese di luglio sono lievitati in media del 10,5 per cento), con redditi sempre più ‘tagliati’ (nel 2007 la flessione è stata del 2 per cento).
Comunque, l’aumento del secondo trimestre del 2008 dimostra che il settore primario, pur in presenza di molti e difficili problemi, è vitale. E’, però, il momento di adottare politiche nuove per valorizzare e sviluppare l’attività imprenditoriale agricola. In questo senso, la Cia ripropone al governo alcune irrinunciabili priorità: una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull’agricoltura, la programmazione degli interventi e una concertazione alla quale restituire spessore e legittimità.
 
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