Inflazione: il caro-prezzi “taglia” i consumi a 6 famiglie su 10. Crollano gli acquisti di pane, frutta, ortaggi e carne. E’ ormai rischio recessione

15/set/2008 11.21.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: il caro-prezzi “taglia” i consumi a 6 famiglie su 10. Crollano gli acquisti di pane, frutta, ortaggi e carne. E’ ormai rischio recessione
 
La Cia evidenzia una situazione allarmante. I rincari degli agroalimentari s’impennano al 6,3 per cento in agosto. Subito il “doppio prezzo” e rapporti più stretti e accordi nella filiera.
 
La corsa dei prezzi “taglia” i consumi e cambia le abitudini a tavola di sei famiglie su dieci. Non solo. Il 35 per cento di esse si trova costretto a rinuncia alla qualità dei prodotti, mentre la spesa media mensile alimentare supera i 470 euro. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati Istat che confermano una crescita, in agosto, del 6,3 per cento per gli agroalimentari e anticipando i dati di una ricerca che verrà presentata durante la quarta Festa nazionale dell’agricoltura che si svolgerà dal 18 al 21 settembre prossimi a Genova. Ricerca che conferma sempre più il rischio recessione per il Paese.
Nel rilevare che l’incidenza della spesa alimentare su quella complessiva mensile è pari al 18,8 per cento, la Cia sottolinea che l’impennata dei prezzi continua a fare tirare la cinghia ai nostri connazionali. Nei primi sette mesi dell’anno vanno a picco soprattutto i consumi di frutta (meno 4 per cento), di pane (meno 2,6 per cento) e di carne bovina (meno 3,2 per cento). Resta difficile anche il quadro per gli ortaggi (meno 1,5 per cento), l’olio d’oliva (meno 2,7 per cento), il vino e lo spumante (meno 1,2 per cento).
Torna, invece a crescere, nonostante il rincaro del 25,6 per cento, la pasta (più 1,5 per cento). In controtendenza anche il latte e i suoi derivati (più 1,3 per cento) e la carne avicola (più 6,6 per cento).
Nel solo mese di luglio, comunque, i consumi di prodotti agroalimentari -rileva la Cia- sono diminuiti rispetto al precedente mese di giugno del 2,5 per cento. Il settore più penalizzato resta quello della frutta con un calo del 3,5 per cento. Ma vanno in picchiata anche il pane (meno 2 per cento), la carne (meno 2,8 per cento), gli ortaggi (meno 1,6 per cento). Per gli altri prodotti la domanda, sempre luglio su giugno, resta stagnante, con l’eccezione per la carni avicole, che proseguono il trend positivo (più 3,5 per cento), e per la pasta che, dopo le pesanti cadute dei mesi passati, comincia a dare segni di risveglio.
Davanti a questa escalation dei prezzi, sempre più allarmante, la Cia rimarca l’esigenza di promuovere azioni e strumenti per favorire la corretta informazione ai consumatori, come l’indicazione in etichetta del "doppio prezzo", all’origine ed al consumo, per i prodotti particolarmente "sensibili". Non solo occorrono anche rapporti più stretti di filiera con validi accordi, come quello sottoscritto tra Cia e Confesercenti. Inoltre, per contribuire alla trasparenza dei processi di formazione dei prezzi dei prodotti alimentari appare indispensabile l’istituzione di Osservatori regionali dei prezzi, sostenendo nel contempo l’attività di segnalazione svolta dal garante dei prezzi.
 
 
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