donne in difficoltà: Agricoltura solidale

21/set/2008 10.55.19 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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21 settembre 2008

 

 

Donne vittime di violenza, finite nel racket della prostituzione, sole, in difficoltà, emarginate: oggi possono trovare il riscatto nell’agricoltura

 

A lanciare l’ancora di salvataggio sono altre donne, le imprenditrici agricole. L’Associazione Donne in Campo della Cia rafforza il suo impegno nel sociale e, attraverso le aziende agrisociali, vuole venire incontro a chi oggi soffre e vive nel profondo disagio. Un’azione nuova e solidaristica evidenziata nel corso di un’iniziativa tenutasi nell’ambito della quarta Festa nazionale dell’Agricoltura a Genova.

           

            Violenza, prostituzione, tratta, racket, emarginazione, solitudine, soprusi, malattie. Sono tantissime le donne che vivono nel profondo disagio, in perenne difficoltà. Oggi, però, hanno un’ancora di salvataggio. E’ l’agricoltura. A lanciarla sono proprio altre donne, le imprenditrici agricole dell’Associazione Donne in Campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Quindi, non sono lavoro in azienda o vendita diretta nei mercati allestiti in tutta Italia, ma anche scelta nel sociale e nella solidarietà. E l’Associazione lo fa per aiutare chi soffre. Un impegno diretto in modo particolare nei confronti delle donne che vivono nella discriminazione, preda di ogni tipo di violenza.

            L’occasione per lanciare con forza questo impegno nel sociale è stato l’incontro promosso da Donne in Campo nell’ambito della quarta Festa nazionale dell’agricoltura a Genova. Significativo il tema trattato: “Agricoltura e nuovi bisogni sociali. Le aziende agrisociali: un’opportunità per le imprenditrici, un aiuto per le donne”.

            E’ proprio nel contesto di un’azienda agrisociale, che un’impresa che svolge l’attività produttiva in modo integrato con l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati). Donne in Campo -come è stato affermato nell’incontro genovese- vuole dare un senso forte all’iniziativa imprenditoriale. Una risposta a chi vive ai margini di una società che sempre più ignora la sofferenza e le difficoltà. Dunque, donne dell’agricoltura che non intendono lasciare sole altre donne, meno fortunate. E sono pronte ad offrire loro un pieno riscatto con il suggello di un lavoro nelle campagne, nel territorio rurale.

            E così -come hanno rilevato nei loro interventi il presidente della Cia Giuseppe Politi e dell’Associazione Donne in Campo Mara Longhin- l’Associazione delle imprenditrici agricole vuole proporre alle aziende agricole femminili altre opportunità di sviluppo della loro attività, rivolte ad altre donne: donne in difficoltà, donne sole, donne vittime di violenze o di tratta o di prostituzione, donne anziane che vivono in solitudine, donne malate, ragazze madri, ma non solo.

            Nel corso dell’incontro, al quale sono intervenute rappresentanti del Dipartimento per le Pari Opportunità e dell’Onilfa (Osservatorio nazionale imprenditoria e lavoro femminile in agricoltura del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali), esperti e numerose imprenditrici, Donne in Campo ha evidenziato il valore della solidarietà che è un momento importante per contribuire a superare ii ritardi che il nostro Paese registra sia nello sviluppo dell’imprenditoria e dell’occupazione femminile che nel sostegno alle donne in generale, donne sulle quali grava il peso sociale dell’occupazione.

            L’opportunità che Donne in Campo della Cia offre alle donne in difficoltà, quindi, non è solo un semplice slogan, ma un atto concreto che può svilupparsi fin dalle prossime settimane attraverso iniziative che coinvolgeranno tantissime imprese agrisociali. Un’azione, insomma, che entra nel cuore del sociale e della solidarietà

 

L’azienda agricola parla sempre più al femminile:

ormai una su tre è condotta da un’imprenditrice

 

L’Associazione Donne in Campo della Cia, durante la Festa nazionale dell’Agricoltura a Genova, mette in evidenza la crescita delle imprese in “rosa”: oltre 290 mila in tutta Italia.

 

L’agricoltura italiana è sempre più “rosa”. Sono ormai oltre 290 mila le imprese agricole condotte da donne, oltre il 28 cento del totale. In pratica, un’azienda su tre. E’ un trend in continua crescita, una presenza che nei prossimi anni è destinata a consolidarsi. E’ quanto evidenziato dall’Associazione Donne in Campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori. in occasione della Festa nazionale dell’Agricoltura a Genova.

Su un totale di oltre 1 milione 300 mila imprese, la presenza delle donne in agricoltura -è stato sottolineato- è inferiore solo al settore del commercio, dove si supera il 32,5 per cento, mentre vengono doppiante abbondantemente sia l’attività manifatturiera (con il 10,6 per cento) che quella dei servizi (poco meno del 10 per cento).

Secondo Donne in Campo, la maggior parte delle imprese agricole condotte da donne si trova nel Mezzogiorno (44 per cento del totale), seguono le regioni del Nord (32 per cento) e quelle del Centro (24 per cento).

Le aziende agricole “rosa”, secondo Donne in Campo, salgono in modo importante specialmente in attività innovative, come ad esempio nell’agriturismo, le cui imprese per il 35 per cento del totale sono condotte da imprenditrici. Crescite significative si sono registrate negli ultimi anni anche nel settore biologico, nelle produzioni di “nicchia” Dop e Igp, nell’ortofrutta e nella vitivinicoltura. In pieno sviluppo anche le aziende agrisociali che, la multifunzionalità dell’impresa agricola, stanno trovando, soprattutto fra le donne, in crescente consenso.

Donne, dunque, sempre più decise e protagoniste della vicenda agricola italiana. Donne che guardano all’impresa con sempre maggiore attenzione, che puntano con caparbietà sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti legati al territorio, sulla difesa della biodiversità. Insomma, vere imprenditrici che operano con la dovuta incisività per una competitività reale sui mercati nazionali e mondiali, che fanno dell’innovazione uno strumento indispensabile per crescere e svilupparsi.

 

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