Moria di api: bene il blocco dei “concianti” Ora occorrono interventi a sostegno degli imprenditori

Moria di api: bene il blocco dei "concianti" Ora occorrono interventi a sostegno degli imprenditori N. 342 22 settembre 2008 Moria di api: bene il blocco dei "concianti" Ora occorrono interventi a sostegno degli imprenditori La Cia aveva sollecitato da tempo una misura del genere.

22/set/2008 13.40.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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N. 342                                                                                                            22 settembre 2008
 
 
 
Moria di api: bene il blocco dei “concianti”
Ora occorrono interventi a sostegno degli imprenditori
 
La Cia aveva sollecitato da tempo una misura del genere. Questi fitofarmaci potrebbero essere, infatti, una delle cause dell’ecatombe del patrimonio apistico italiano. Nel contempo, però, necessario garantire ai produttori agricoli sementi non trattate.
 

La decisione di bloccare, in via cautelativa, l’utilizzo dei concianti neurotossici del mais, una delle possibili cause della moria di api nel nostro Paese, viene accolta con grande soddisfazione dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che, insieme ad altre organizzazioni, aveva sollecitato da tempo un intervento del genere.
Si tratta -avverte la Cia- di un provvedimento opportuno per cercare di frenare una vera e propria ecatombe del patrimonio apistico italiano, già scomparso, in quest’ultimo anno, del 50 per cento.
L’immediata sospensione di questi fitofarmaci, che contengono neonicotinoidi, risulta, quindi, indispensabile ed è motivata soprattutto dal fatto -avverte la Cia-  che in concomitanza con la diffusione e l’impiego di seme conciato con questi prodotti gli apicoltori delle zone fortemente vocate a questa coltivazione hanno riscontrato un’alta mortalità e spopolamento degli alveari, con danni che si sono ripercossi per tutta la stagione comportando perdite anche totali della produzione.
Per la Cia, dunque, è fondamentale applicare anche in questo caso il principio di precauzione” e sollecita il governo ad operare gli opportuni interventi a sostegno degli apicoltori colpiti e ad intraprendere i passi necessari alla soluzione del problema.
Siamo, d’altra parte, in presenza di una situazione allarmante. Basti pensare -ricorda la Cia- che le api contribuiscono per oltre l’80 per cento all’impollinazione delle coltivazioni. Non è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio.
Servono, di conseguenza, provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 70 mila apicoltori, oltre un milione e 200 mila alveari, una produzione di miele che supera le 10 mila tonnellate l’anno. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l’intero ecosistema e la biodiversità.
Però, nello stesso tempo, essendo ormai ravvicinato il periodo delle semine, occorre, secondo la Cia, che vengano messe a disposizione degli agricoltori le quantità necessarie di sementi non trattate con i prodotti oggetto della sospensione.
 
 
 
 
Apicoltura in cifre
 
  • 70.000 apicoltori tra imprenditori (7.500) e hobbysti
 
  • 55 miliardi di api
 
  • 1 milione e 100 mila alveari
 
  • 15 mila tonnellate di miele prodotto
 
  • Consumo pro-capite in Italia di miele 380 grammi
 
  • Valore monetario della produzione di miele 25 milioni di euro
 
  • Valore monetario dell’impollinazione all’agricoltura 2,6 miliardi di euro
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