Mais: raccolti stimati in crescita, ma i prezzi crollano e i costi per gli agricoltori s’impennano

Mais: raccolti stimati in crescita, ma i prezzi crollano e i costi per gli agricoltori s'impennano Mais: raccolti stimati in crescita, ma i prezzi crollano e i costi per gli agricoltori s'impennano Secondo un'analisi della Cia, le quotazioni del prodotto nella seconda settimana di settembre si attestano ad un livello inferiore ai 150 euro alla tonnellata, il 38 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2007.

24/set/2008 11.14.03 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Mais: raccolti stimati in crescita, ma i prezzi crollano
e i costi per gli agricoltori s’impennano
 
Secondo un’analisi della Cia, le quotazioni del prodotto nella seconda settimana di settembre si attestano ad un livello inferiore ai 150 euro alla tonnellata, il 38 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. Forti aumenti per i fertilizzanti, le sementi e le lavorazioni meccaniche. I produttori rischiano di registrare preoccupanti perdite.
 
Raccolti stimati in aumento, ma prezzi in discesa e costi produttivi per gli agricoltori in sensibile crescita. Così si presenta la situazione del mais “made in Italy” che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha fotografato in un’indagine dalla quale emerge una produzione soddisfacente sotto il profilo della qualità.
            Attualmente -avverte la Cia- sul mercato è presente sia il vecchio che il nuovo prodotto nazionale, oltre a quello di provenienza estera. Nelle aree di produzione del Nord Italia si è ancora in fase di avvio del raccolto.
L’elemento distorsivo è, dunque, rappresentato dall’inatteso crollo del prezzo che, a dispetto di ogni previsione, è sceso a livelli di due anni fa. Gli agricoltori, confidando nelle elevatissime quotazioni del 2007, avevano maturato in fase di semina elevate aspettative di redditività. Al contrario, nel momento del raccolto, il prezzo -rileva la Cia- si sta, purtroppo, assestando su livelli prossimi alle medie del 2006. Ciò che, invece, è decisamente lievitato è il costo dei mezzi di produzione, il cui aumento è stimabile intorno al 30 per cento, soprattutto a causa dell'impennata dei prezzi di fertilizzanti, sementi e lavorazioni meccaniche.
Dal primo gennaio scorso -sottolinea la Cia- il prezzo del mais ha segnato, infatti, una flessione del 30 per cento circa, attestandosi su valori di 120-130 euro per tonnellata di granella verde base 25 per cento di umidità. Con produzioni medie di 10 tonnellate di granella verde per ettaro, difficilmente il bilancio della coltura potrà segnare un pareggio. Se si escludono le aziende super-produttive, si rischia di registrare perdite medie di 100-200 euro per ettaro, che verranno compensate solo dai contributi disaccoppiati dell’Ue.
In particolare, l’indice dei prezzi Ismea, che riporta la media dei prezzi del mais a livello nazionale, ha registrato nella settimana che va dall’8 al 16 settembre una flessione del 7,3 per cento rispetto alla prima settimana di settembre, attestandosi a 149,40 euro alla tonnellata (la settimana precedente aveva registrato un valore di 161,20).
La caduta del prezzo -conclude la Cia- è molto significativa soprattutto nei confronti dello stesso periodo del 2007. Nella seconda settimana di settembre dello scorso anno, infatti, l’indice medio del prezzo del mais in Italia, pari a 238,80 euro alla tonnellata, era superiore rispetto all’attuale di circa il 38 per cento.
 
 
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