Crisi mutui: l’emergenza cibo potrebbe aggravarsi con il rischio di misure neo-protezionistiche e il calo degli aiuti umanitari. Subito politiche per sviluppare l’agricoltura e sconfiggere fame e povertà

16/ott/2008 12.23.49 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi mutui: l’emergenza cibo potrebbe aggravarsi con il rischio
di misure neo-protezionistiche e il calo degli aiuti umanitari. Subito politiche per sviluppare l’agricoltura e sconfiggere fame e povertà
 
In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, il presidente della Cia Giuseppe Politi evidenzia l’importanza dell’appello lanciato dalla Fao. La crescita della produzione agricola, soprattutto nei paesi più poveri della Terra, potrebbe garantire alimenti a popolazioni che oggi vivono nella disperazione. “No” ai sussidi per i biocarburanti e all’utilizzo degli Ogm.
 
“Con la grave crisi che stanno attraversando i mercati internazionali e con la minaccia di una recessione mondiale c’è il rischio di rendere ancora più drammatica l’emergenza alimentare nel mondo e gettare nel baratro i paesi più poveri dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina. Come ha denunciato la Fao, incombe il pericolo di nuove misure protezionistiche e il possibile mancato rispetto degli impegni economici sugli aiuti umanitari. Serve, quindi, molta attenzione e fare in modo che vengano predisposte politiche realmente incisive per garantire uno sviluppo adeguato e consistente dell’agricoltura che può contribuire in maniera determinante alla lotta alla fame e alla povertà nel mondo. E’ tempo di una svolta decisiva. Dalle parole bisogna passare agli atti concreti”. E’ quanto affermato dal presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra oggi.
“L’emergenza cibo, divenuta sempre più drammatica, va affrontata -aggiunge Politi- con massima determinazione predisponendo programmi seri per aiutare i paesi più poveri a sviluppare le loro agricolture. Non solo. Occorre contrastare tutte quelle politiche neo-protezionistiche che rischiano di aggravare ulteriormente una crisi alimentare già alquanto drammatica. Chiediamo, inoltre, che vengano aboliti i sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti e ribadiamo la nostra contrarietà all’utilizzo degli Ogm”.
“Siamo, dunque, per favorire -rileva il presidente della Cia- una nuova consistente crescita di un’agricoltura che con le sue risorse contribuisca a sfamare intere popolazioni. Sarebbe un passo importante per destinare milioni di ettari di terra per produrre alimenti e dare così risposte a chi oggi soffre il dramma della fame, più di un miliardo di persone, soprattutto bambini”.
“La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo richiede, quindi, politiche nuove. Fino ad ora -sostiene Politi- abbiamo assistito ad una notevole crescita di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre intervenire con aiuti; ma è altrettanto vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e innovazione”.
”Dobbiamo sostenere la ricerca ed i progetti di cooperazione tra i governi e le istituzioni scientifiche europee e dei Paesi in via di sviluppo. Bisogna, soprattutto, affrontare -rimarca il presidente della Cia- il rapporto tra agricoltura e scienza rifuggendo da posizioni ideologiche o da illusioni miracolistiche. Non ci convince l’idea che le colture Ogm siano la soluzione alla crisi alimentare. Questa idea nasconde, in realtà, la povertà di una visione strategica”.
“Il momento -conclude Politi- è molto difficile. L’allarme lanciato dalla Fao, per la quale l'impatto della crisi finanziaria potrebbe farsi sentire nei Paesi in via di sviluppo anche a livello macroeconomico, con finanziamenti, prestiti bancari, aiuti ufficiali allo sviluppo, investimenti esteri diretti e rimesse dei lavoratori che potrebbe essere compromessi dall'aggravarsi della crisi finanziaria, deve essere colto nella sua interezza. Bisogna evitare un tracollo che avrebbe conseguenze disastrose soprattutto per i più poveri della Terra”.
 
 
 
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