Commercio: indispensabile un rapporto più stretto nella filiera Così si riduce anche la forbice dei prezzi dal campo alla tavola

Commercio: indispensabile un rapporto più stretto nella filiera Così si riduce anche la forbice dei prezzi dal campo alla tavola Commercio: indispensabile un rapporto più stretto nella filiera Così si riduce anche la forbice dei prezzi dal campo alla tavola La Cia, nel commentare i dati Istat sulle vendite al dettaglio, sottolinea l'importanza di recuperare l'efficienza di filiera attraverso il miglioramento delle relazioni fra le sue diverse componenti.

22/ott/2008 16.51.04 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: indispensabile un rapporto più stretto nella filiera
Così si riduce anche la forbice dei prezzi dal campo alla tavola
 
La Cia, nel commentare i dati Istat sulle vendite al dettaglio, sottolinea l’importanza di recuperare l’efficienza di filiera attraverso il miglioramento delle relazioni fra le sue diverse componenti. 
 
Uno degli elementi centrali del recupero di efficienza della filiera consiste nel miglioramento delle relazioni tra le sue diverse componenti. La riduzione dei protezionismi e la liberalizzazione dei mercati, l’accresciuta concorrenza e le ricorrenti tensioni sui mercati rendono manifesta la necessità di una maggiore capacità di collegamento tra agricoltura, industria, commercio e servizi. E quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati sul commercio al dettaglio resi noti oggi dall’Istat.
In Italia -ricorda la Cia- le diverse esperienze praticate nel campo dell’interprofessione non hanno finora permesso di rendere più validi e stretti i rapporti di filiera. La molteplicità dei soggetti, la tradizionale intermediazione commerciale, la crescente posizione dominante della distribuzione moderna creano un differenziale tra valore alla produzione e valore finale che incide, purtroppo, sull’inasprimento dei prezzi al consumo.
Per quanto riguarda il rapporto con l’industria di trasformazione ed in parte con la distribuzione, si pone il problema -avverte la Cia- di nuove relazioni interprofessionali che siano in grado di superare un approccio ispirato unicamente alla contingenza delle condizioni di mercato.
La scelta di costituzione o rafforzamento degli organismi interprofessionali -rimarca la Cia- è essenziale per fare sistema ed accrescere la competitività delle diverse filiere, definire comportamenti comuni e coerenti, valorizzare la produzione nazionale come primo obiettivo e costruire percorsi di condivisione su obiettivi quali la qualità, la promozione.
Inoltre, al fine di promuovere equilibrio e trasparenza nel mercato, le relazioni agroindustriali -sottolinea la Cia- dovrebbero essere strutturate attraverso la predisposizione di una “politica dell’offerta” che, valorizzando le caratteristiche qualitative del prodotto di base, permetta all’offerta agricola di adeguarsi alle esigenze della domanda industriale.
 
 
 
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