L’agricoltura in crisi chiede fatti. Le imprese rischiano di chiudere sotto il “peso” dei costi produttivi e degli oneri sociali. Il 20 novembre in migliaia a Roma per sollecitare una nuova politica di sviluppo

Con un sit-in a Roma, davanti alla sede della Camera dei deputati, si concluderà il prossimo 20 novembre la mobilitazione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori che, in questi giorni, si sta sviluppando in tutta Italia sotto lo slogan "Ora i fatti.

11/nov/2008 13.09.29 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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L’agricoltura in crisi chiede fatti. Le imprese rischiano di chiudere
sotto il “peso” dei costi produttivi e degli oneri sociali. Il 20 novembre
in migliaia a Roma per sollecitare una nuova politica di sviluppo
 
Il sit-in nella Capitale, davanti alla sede della Camera dei deputati, in piazza Montecitorio, concluderà le iniziative della mobilitazione in tutta Italia decisa dalla Cia. Subito provvedimenti a sostegno delle aziende in grave affanno e una strategia che dia reali certezze al settore. Fare in tempi brevi la Conferenza nazionale.
 
Con un sit-in a Roma, davanti alla sede della Camera dei deputati, si concluderà il prossimo 20 novembre la mobilitazione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori che, in questi giorni, si sta sviluppando in tutta Italia sotto lo slogan “Ora i fatti. Gli agricoltori chiedono interventi immediati ed efficaci”. Una serie di iniziative a sostegno delle rivendicazioni nei confronti della legge finanziaria per il 2009 e per sollecitare provvedimenti di carattere straordinario al fine di garantire alle imprese agricole validi strumenti, soprattutto in una fase di grave crisi che sta provocando riflessi negativi sul settore primario.
Sulle aziende agricole -ricorda la Cia- pesano in maniera drammatica gli aumenti dei costi di produzione e quelli degli oneri sociali. A questi si sta aggiungendo in queste ultime settimane il costo del denaro più caro e le difficoltà di accesso al credito. E ciò penalizza maggiormente le imprese che hanno investito in innovazione e qualità.
Un quadro pieno di difficoltà, confermato anche dalle prime stime dell’annata agraria 2008, che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno adottati validi interventi. Finora -afferma la Cia- la risposta del governo a questa crisi è stata totalmente insufficiente. La stessa legge finanziaria non affronta con la dovuta incisività i problemi dell’agricoltura italiana. Manca, insomma, un disegno organico e un adeguato progetto di sviluppo che dia reali certezze e prospettive ai produttori.  Si va ancora avanti con interventi frammentari, che non contribuiscono alla necessaria svolta. Quello che oggi occorre è una nuova politica agraria, che deve avere il suo punto focale nella Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale, le cui linee-guida sono state confermate dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, ma, al momento, non s’intravede ancora nulla di concreto.
Con la mobilitazione -ricorda la Cia- si vogliono sollecitare non solo le necessarie modifiche alla finanziaria, in particolare la proroga degli sgravi contributivi Inps e il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo, ma anche interventi straordinari a sostegno delle imprese.
A tal proposito, la Cia ribadisce  l’esigenza dell’accisa zero per il gasolio utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, della riduzione al 4 per cento fino a tutto il 2009 dell’aliquota Iva sui carburanti e dal 20 al 10 per cento dell’Iva sul vino, di fissare al 4 per cento l’Iva sulle nuove strutture realizzate nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all’acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell’attività agricola.
Gli altri provvedimenti da adottare in tempi rapidi riguardano: l’estensione a tutto il territorio nazionale del credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nel settore agricolo; l’aumento della dotazione finanziaria del credito d’imposta per l’imprenditoria giovanili e il riconoscimento del credito d’imposta per l’aumento occupazionale basato sull’incremento del numero delle giornate lavorate anche da dipendenti assunti a tempo determinato; le agevolazioni contributive e tributarie per le imprese di settori produttivi colpiti da crisi di mercato; la definizione delle condizioni di ruralità fiscale dei fabbricati agricoli per evitare inutili ed ingiustificati contenziosi; un più facile accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, anche con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve a medio e lungo termine e con agevolazioni su finanziamenti destinati alla trasformazione di esposizioni debitorie contratte con istituti di credito (tali operazioni potranno essere assistite dal fondo riassicurativo presso l’Ismea); lo sblocco dei finanziamenti comunitari di supporto alle imprese agricole.
 
 
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