La crisi economica non colpisce l’agriturismo , ma cambia la vacanza in campagna. Oltre 4 milioni di presenze e fatturato da un miliardo di euro

12/nov/2008 13.29.01 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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La crisi economica non colpisce l’agriturismo, ma cambia la vacanza in campagna. Oltre 4 milioni di presenze e fatturato da un miliardo di euro
 
Alla vigilia di Agri&tour ad Arezzo, Turismo Verde-Cia mette in evidenza la vitalità del settore che supera la prova della difficile congiuntura. Più brevi i soggiorni e maggiore attenzione ed oculatezza verso i servizi offerti. Circa 18 mila le aziende, il 22,7 per cento concentrate in Toscana. Crescono gli stranieri, con i tedeschi in testa.
 
La crisi economica non colpisce l’agriturismo, ma cambia le abitudini della vacanza in campagna. Il settore, a differenza di quanto accaduto al turismo, non solo ha retto all’urto delle difficoltà che hanno investito le famiglie italiane con un drastico calo dei consumi, ha anche visto crescere la domanda (più 5 per cento), soprattutto in regioni come la Puglia e la Sicilia (più 8 per cento). E’ quanto segnala Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, alla vigilia della manifestazione Agri&tour in programma ad Arezzo da venerdì prossimo 14 novembre a domenica 16 novembre.
Il settore dell’agriturismo -afferma Turismo Verde-Cia- ha così mostrato grande vitalità, adattando la sua offerta alle nuove esigenze sia degli italiani che degli stranieri (in testa i tedeschi, seguiti dagli abitanti dei Paesi Bassi, dagli statunitensi, dagli inglesi, dai francesi), che anche quest’anno sono giunti numerosi e hanno scelto di vivere momenti di relax nelle nostre campagne, a contatto con tradizioni e culture millenarie e con i sapori delle tante specialità gastronomiche che caratterizzano le nostre terre, il nostro mondo rurale.
Anche se non ha colpito sotto il profilo economico, la difficile congiuntura -avverte Turismo Verde- ha avuto i suoi riflessi sul settore , ma in maniera diversa rispetto agli altri comparti turistici. In pratica, la crisi ha cambiato il modo di fare la vacanza in campagna. A fronte di permanenze più brevi (una sorta di “mordi e fuggi”), si è registrata, infatti, un’attenzione particolare per i servizi offerti dalle aziende agrituristiche: weekend lunghi, dal giovedì al lunedì mattina, vissuti intensamente all’insegna di attività sportive, escursioni, corsi, appuntamenti enogastronomici a tema, eventi culturali organizzati nelle aziende o in prossimità di esse.
Questa nuova tendenza -rimarca Turismo Verde-Cia- evidenzia che la domanda dell’ospite diventa sempre più attenta e che l’imprenditore agrituristico per stare al passo con questo nuovo mercato deve sempre di più investire nell’azienda e per la sua formazione.
La nuova azienda agrituristica che si sta profilando sul mercato deve, quindi, andare verso la caratterizzazione. Deve essere in grado di informare l'utente sull'esatta proposta di soggiorno e dei servizi forniti. Una chiara e trasparente comunicazione di tale offerta è la condizione propedeutica per qualsiasi azione di valorizzazione e promozione dell'agriturismo.
Offrire all’ospite, al cliente agrituristico, un criterio orientativo per una sua scelta di riposo, di svago, di cucina tipica e genuina, di cultura, è un proposito buono quanto necessario, anche se non semplice da raggiungere, vista l’intrinseca diversità delle situazioni in agriturismo.
I dati, comunque, mettono in mostra la grande importanza che riveste l’agriturismo nel nostro Paese. Sono circa 18 mila le aziende agricole che hanno scelto di offrire, oltre ai prodotti agricoli e zootecnici, anche ristorazione ed ospitalità con una varietà infinita di opportunità per i visitatori. Il fatturato, a fine 2008, dovrebbe superare -annota Turismo Verde-Cia- il miliardo di euro, mentre gli amanti della vacanza a contatto con la natura dovrebbero essere più di quattro milioni.
La regione leader dell’agriturismo -segnala Turismo Verde-Cia- è la Toscana con il 22,7 per cento delle aziende autorizzate, seguono il Trentino Alto Adige, il Veneto, la Lombardia, l’Umbria, il Piemonte, l’Emilia Romagna, la Campania, le Marche e la Sardegna. Oltre il 34 per cento degli agriturismi è gestito da donne (in Toscana si arriva al 40,4 per cento).
 
 
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