La dieta mediterranea perde colpi. Sulle tavole sempre meno pane, frutta, ortaggi olio e vino. Il riconoscimento Unesco può rilanciare un’alimentazione salutare e tipica della nostra agricoltura di qualità

13/nov/2008 10.50.19 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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La dieta mediterranea perde colpi. Sulle tavole sempre meno pane, frutta, ortaggi olio e vino. Il riconoscimento Unesco può rilanciare un’alimentazione salutare e tipica della nostra agricoltura di qualità
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene a Roma al convegno organizzato da “La Repubblica Salute” ed evidenzia che le cause sono da ricercare nei rincari dei prezzi e nel cambiamento delle abitudini alimentari degli italiani.
 
Meno pane, frutta, ortaggi, vino e olio. La dieta mediterranea non è più di casa nel nostro Paese. Prodotti che per secoli hanno alimentato generazioni, oggi cominciano a mostrare evidenti segni di crisi. La causa principale di questo cambiamento nei consumi è da imputare soprattutto ai vertiginosi rincari che hanno reso, in questi ultimi anni, più “povere” le nostre tavole. Ma non solo. Anche le nuove abitudini alimentari, specialmente da parte dei giovani, hanno fatto il resto. Bisogna, quindi, intervenire e rilanciare un’alimentazione che ha riconoscimenti e che vanta seguaci in tutto il mondo, ma che, invece, è sempre più ignorata nei paesi d'origine (tra i quali, appunto, l’Italia), dove sono aumentati a dismisura i consumi di grassi e di calorie. Il grido d’allarme è venuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi durante il convegno organizzato oggi a Roma da “La Repubblica Salute” sul tema “Alimentazione e Salute”.
Politi ha colto l’occasione per riaffermare il valore di questo tipo di alimentazione e per ribadire con forza l’impegno per far sì che il suo riconoscimento, da parte dell’Unesco, quale ''patrimonio culturale immateriale dell'umanità'' avvenga in tempi brevi.
“La dieta mediterranea -ha affermato il presidente della Cia- è un bene prezioso che va tutelato e diffuso. Quindi, appare quanto mai opportuna una sua piena valorizzazione a livello mondiale, visti anche i continui e qualificati riconoscimenti scientifici e medici per le sue caratteristiche nutritive e salutistiche”.
 “Un riconoscimento da parte dell’Unesco -ha sottolineato Politi- non significa solo dare atto alle peculiarità di un’alimentazione salubre, ma anche valorizzare la storia e la cultura di tutti quei paesi che si affacciano nel Bacino Mediterraneo, i cui popoli sono custodi di una tradizione secolare che proprio nella dieta ha le sue radici più profonde”.
“D’altra parte, esso rappresenta -ha aggiunto il presidente della Cia- un’ulteriore valorizzazione anche per la nostra agricoltura tipica, diversificata e di qualità, dove il 50 per cento della produzione risiede negli alimenti (cereali, vino, ortofrutta, olio d’oliva) che sono alla base della dieta mediterranea. Non solo. E’ un premio per lo stesso mondo agricolo europeo, il cui 40 per cento del valore è rappresentato da produzioni che caratterizzano questa particolare alimentazione”.
“Ora il nostro auspicio è che l’iter per la candidatura -ha detto il presidente della Cia - possa concludersi positivamente ricevendo al più presto il riconoscimento ufficiale da parte dell’Unesco. In questo modo non si valorizza soltanto l’agricoltura mediterranea, ma anche quei valori culturali, storici, produttivi, alimentari, sociali che risiedono in quei luoghi che una volta erano definiti culla della civiltà”.
La dieta mediterranea, d’altra parte, non appartiene solo alla cultura collettiva: è qualcosa di tangibile, di quotidiano, di autentico. “E’ un patrimonio ed un’eredità -ha rilevato Politi- che si concretizza tutti i giorni sulle nostre tavole. E’ una varietà di sapori e di produzioni agroalimentari di qualità che unisce i paesi del Bacino del Mediterraneo e che nello stesso tempo, in un mondo che sempre di più apre ed estende i propri confini, incarna il diritto riconosciuto di un’alimentazione sana e genuina, per tutti”.
“Il sistema agroalimentare collegato alla dieta mediterranea rappresenta oggi uno dei pilastri della nostra economia e del nostro tessuto sociale. E’ un sistema delicato e importante, i cui elementi vitali e significativi -ha concluso il presidente della Cia- richiedono e meritano tutti i nostri sforzi”.
 
Previsioni 2008 consumi dei prodotti della dieta mediterranea
 
Pane                   -2,3%
Pasta                 +1,2%
Frutta                 -4,2%
Ortaggi              -2,4%
Olio d’oliva        -2,1%
Vino                  -2,0 %
 
Consumi 2007 dei prodotti della dieta mediterranea
 
Pane                -6,2%
Pasta               -3,5%
Frutta               -2,8%
Ortaggi             -4,2%
Olio d’oliva       -1,8%
Vino                  -4,6%
 
Elaborazioni Cia-Confederazione italiana agricoltori su dati Ismea- ACNielsen
 
 
 
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