Agricoltura: mille iniziative in tutta Italia. In piazza centinaia di migliaia di produttori per sollecitare misure di sostegno alle imprese in difficoltà

18/nov/2008 16.05.21 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: mille iniziative in tutta Italia. In piazza centinaia di migliaia di produttori per sollecitare misure di sostegno alle imprese in difficoltà
 
Grande successo della mobilitazione della Cia che avrà il suo momento “clou” giovedì 20 novembre a Roma con un sit-in a piazza Montecitorio, davanti alla Camera. Offerti ai cittadini 10 tonnellate di prodotti agroalimentari. Trecento gli incontri con le istituzioni nazionali e locali.
 
            Più di mille iniziative, trecento incontri con i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, delle forze politiche, economiche e sociali, centinaia di migliaia di agricoltori coinvolti sul territorio, circa 10 tonnellate di prodotti agroalimentari tipici offerti ai cittadini. Questo il primo bilancio della mobilitazione nazionale promossa dalla Cia- Confederazione italiana agricoltori che avrà il suo momento “clou” nel sit-in che si terrà giovedì prossimo 20 novembre dalle ore 9.00 alle ore 14.00 a Roma, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati.
            Finora -ricorda la Cia- ci sono state manifestazioni in cento capoluoghi di provincia e in oltre 800 comuni. Sono state raccolte 400 mila firme, tra i cittadini, a sostegno delle rivendicazioni dei produttori agricoli. Una grande mobilitazione, dal Nord al Centro, dal Sud alle Isole, che ha visto la massiccia partecipazione degli imprenditori del settore, ma anche il consenso da molte parti politiche ed economiche.
            Con la mobilitazione -sottolinea la Cia- si vuole richiamare l’attenzione sui problemi, sempre più complessi, dell’agricoltura. In particolare, si chiedono modifiche alla legge finanziaria per il 2009 e provvedimenti di carattere straordinario per garantire alle imprese agricole validi strumenti, soprattutto in un momento di grave crisi che sta avendo pesanti conseguenze sull’intero settore.
            Sulle aziende agricole -rileva la Cia- pesano in maniera pesante gli aumenti dei costi di produzione e quelli degli oneri sociali. A questi si sta aggiungendo in queste ultime settimane il caro-denaro più caro e le difficoltà di accesso al credito. E ciò penalizza maggiormente le imprese che hanno investito in innovazione e qualità.
            Un quadro oscurato da troppe nubi, confermato anche dalle prime stime dell’annata agraria 2008 e dall’andamento del valore aggiunto calato nel terzo trimestre, che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno adottati validi interventi. Finora -afferma la Cia- la risposta del governo a questa crisi è stata totalmente insufficiente. La stessa legge finanziaria non affronta con la dovuta incisività i problemi dell’agricoltura italiana. Manca, insomma, un disegno organico e un adeguato progetto di sviluppo che dia reali certezze e prospettive ai produttori. Si va ancora avanti con interventi frammentari, che non contribuiscono alla necessaria svolta. Quello che oggi occorre è una nuova politica agraria, che deve avere il suo punto focale nella Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale
            La Cia sollecita non solo le necessarie modifiche alla finanziaria, in particolare la proroga degli sgravi contributivi Inps e il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo, ma anche interventi straordinari a sostegno delle imprese.
            A tal proposito, la Cia ribadisce l’esigenza dell’accisa zero per il gasolio utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, della riduzione al 4 per cento fino a tutto il 2009 dell’aliquota Iva sui carburanti e dal 20 al 10 per cento dell’Iva sul vino, di fissare al 4 per cento l’Iva sulle nuove strutture realizzate nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all’acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell’attività agricola.
            Gli altri provvedimenti da adottare in tempi rapidi riguardano: l’estensione a tutto il territorio nazionale del credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nel settore agricolo; l’aumento della dotazione finanziaria del credito d’imposta per l’imprenditoria giovanili e il riconoscimento del credito d’imposta per l’aumento occupazionale basato sull’incremento del numero delle giornate lavorate anche da dipendenti assunti a tempo determinato; le agevolazioni contributive e tributarie per le imprese di settori produttivi colpiti da crisi di mercato; la definizione delle condizioni di ruralità fiscale dei fabbricati agricoli per evitare inutili ed ingiustificati contenziosi; un più facile accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, anche con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve a medio e lungo termine e con agevolazioni su finanziamenti destinati alla trasformazione di esposizioni debitorie contratte con istituti di credito (tali operazioni potranno essere assistite dal fondo assicurativo presso l’Ismea); lo sblocco dei finanziamenti comunitari di supporto alle imprese agricole.
 
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