Agricoltura: la piazza è un atto di sana democrazia

Agricoltura: la piazza è un atto di sana democrazia Agricoltura: la piazza è un atto di sana democrazia Il presidente della Cia Giuseppe Politi risponde alle affermazioni del presidente della Coldiretti Sergio Marini.

18/nov/2008 17.40.24 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: la piazza è un atto di sana democrazia
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi risponde alle affermazioni del presidente della Coldiretti Sergio Marini.
 
“Indubbiamente le manifestazioni di piazza non fanno alzare i prezzi dei prodotti agricoli. Ma questo non avviene neanche restando appiattiti verso il governo o con i farmers market che rappresentano solo una pia illusione per risolvere la grave crisi della nostra agricoltura. Fortunatamente ci sono Organizzazioni come la nostra che destano l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica sulle questioni agricole attraverso una mobilitazione responsabile e consapevole. Questa non è demagogia e qualunquismo che probabilmente risiede in chi, in questi anni, ha fatto di tutto per dividere e per non far crescere il settore primario”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito ad alcune dichiarazioni del presidente della Coldiretti Sergio Marini.
            “Probabilmente qualcun altro deve fare i conti con il proprio irresponsabile comportamento che -aggiunge Politi- ha contribuito, in questi anni, ad aggravare lo stato dell’agricoltura italiana. Oltretutto, scendere in piazza è un sano atteggiamento democratico che è utile per garantire un pluralismo di idee e di proposte e che contribuisce alla crescita del Paese”.
“Chi oggi accusa la piazza come strumento di irresponsabilità -rileva Politi- deve fare chiarezza al proprio interno, visto che in molte zone del Paese proprio la Coldiretti ha manifestato e ha protestato. Pare che in tutto ciò ci sia molta contraddizione”.
“Noi, comunque, continueremo sulla nostra strada e nel nostro impegno, di cui andiamo fieri ed orgogliosi. Lo facciamo per il bene del Paese e dell’agricoltura. Lasciamo, invece, gli altri ad approfondire, chissà dove, i problemi. Problemi che hanno bisogno, al contrario, di atti tangibili e concreti. E questo gli agricoltori lo hanno capito perfettamente, come conferma l’ampia adesione che ha ricevuto la nostra mobilitazione sul territorio”.
 
 
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